Cagliari, 28 febbraio 2020. «Contro il rischio di emergenza sanitaria la Regione ha fatto scattare velocemente una serie di provvedimenti per predisporre in Sardegna un’adeguata controffensiva verso l’epidemia. Sarebbe opportuno che mettesse in atto, altrettanto tempestivamente, iniziative per accelerare i tempi della burocrazia negli altri settori dell’amministrazione». Alberto Farina, segretario generale regionale della Federazione Nazionale Pensionati (FNP-CISL), ha rilanciato davanti al nuovo segretario nazionale della categoria, Piero Ragazzini, «l’ appello ai nostri governanti sardi affinchè gli investimenti nella medicina territoriale, nelle cure intermedie e nella domiciliarietà siano tali da soddisfare concretamente la domanda di salute che si leva dalle nostre popolazioni». «Purtroppo a livello nazionale il Governo sembra non vederci. Invece i pensionati ci sono». In Sardegna la percentuale degli over 65 è pari al 23,76%, cioè su una popolazione complessiva di 1.639.591 sono 389.614. In Italia su 60.359.546 abitanti, il 22,8% ( 13.783.580 ) supera 65 anni d’età). Col nostro sostegno economico – dice Farina – suppliamo agli effetti devastanti di una politica incapace di mettere in atto serie azioni in grado di determinare sviluppo, ricchezza e quindi lavoro. Un sostegno economico domestico, che si rivolge ai propri figli disoccupati e talvolta anche ai nipoti. Una pensione per tre generazioni». In una recente riunione delle segreterie regionali dei pensionati Cgil, Cisl e Uil si è deciso «di reiterare alla Giunta la richiesta di incontro con l’intenzione – aggiunge Farina – di porre con forza il problema connesso alle liste di attesa, alle questioni legate alla medicina territoriale e preventiva, all’istituzione di un piano delle cronicità, alle risorse per la non autosufficienza, tematiche fortemente impattanti sulla vita della nostra gente e in particolar modo sentite e avvertite dai nostri anziani. A queste richieste abbiamo aggiunto le problematiche connesse all’invecchiamento attivo, alla povertà e alle disuguaglianze, alla domotica e all’abitare condiviso». L’ISTAT ha rilevato che nel 2018 si contano in Italia circa 1 milione e 800 mila famiglie in povertà assoluta, per un totale di circa 5 milioni di persone. Le famiglie invece in condizione di povertà relativa sono, nello stesso periodo, poco più di 3 milioni (11,8%) per un totale di persone povere pari a circa 9 milioni (15,0%). Nella nostra Isola le cose vanno ancora peggio: nel 2018 il 19,3% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa. «Unitariamente i sindacati dei pensionati sardi Cgil, Cisl e Uil hanno condiviso – dice Farina – la necessità che, in assenza di riscontro da parte del governo regionale, si dovrà ricorrere a forme di mobilitazione adeguate». Anche a livello nazionale il sindacato FNP è deciso a proseguire nella richiesta di una Legge sulla non autosufficienza, invocata da almeno venti anni e sempre disattesa. «Siamo stanchi di vedere – dice Alberto Farina – somme a bilancio nazionale e regionale stanziate per la Non autosufficienza, ma in assenza di una legge apposita. Queste risorse percorrono mille rivoli senza alcuna strategia di fondo e obbiettivi individuati in modo razionale. Uno spreco senza risultati apprezzabili». Qualche settimana fa, nell’ambito del confronto con i segretari generali CGIL,CISL e UIL, il governo ha stabilito lo stanziamento di 3 miliardi per alcune misure riguardanti la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti. L’intervento di riduzione del carico fiscale riguarderà una platea di circa 16 milioni di lavoratori dipendenti di cui 11 milioni e settecentomila già beneficiano del bonus di 80 euro. I nuovi beneficiari sono circa 4 milioni e trecentomila. « Purtroppo – conclude Farina – i pensionati vengono esclusi ancora una volta dal provvedimento».
Sardegna. Farina (Fnp Cisl): “Richiesto incontro unitario alla Giunta su liste di attesa, medicina territoriale e preventiva, piano delle cronicità, risorse per la non autosufficienza”
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