5 settembre 2016. “Ci sono tutti i presupposti perché la Sicilia resti dov’è: indietro di anni-luce rispetto ai Paesi europei più avanzati”. Così la Cisl regionale con riferimento a quanto affermato oggi dall’assessore all’Energia della Regione, Vania Contrafatto, in tema di politica dei rifiuti. “L’esponente del governo – commenta Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – fa sapere che l’esecutivo conta di approvare il piano regionale che avrebbe dovuto essere presentato a Roma entro il 31 agosto, tra ottobre e novembre. Ma il “contiamo di approvarlo” non è neppure un impegno”, osserva la Cisl. Semmai, “ha tutta l’aria di essere un’esternazione per prendere altro tempo e rimandare ancora in avanti la soluzione del problema”. Esattamente quattro anni fa, a ottobre 2012, Crocetta veniva eletto presidente della Regione, ricorda il sindacato. Quattro anni dopo, in materia di rifiuti, la Sicilia resta ancorata alla preistoria delle discariche e il governo sta ancora “provvedendo – come dice – a individuare sei o otto siti” in cui edificare gli inceneritori, per la quota di scarti che non può essere differenziata e riciclata. “In Europa – rileva la Cisl – sono già 300 gli impianti di termovalorizzazione attivi dai quali svariati Paesi ricavano energia”. E per restare a un Paese Ue che ha più o meno la stessa popolazione della Sicilia, 5,5 milioni di abitanti, la Danimarca, “lì l’ultima discarica – sottolinea Milazzo – è stata chiusa negli anni Settanta, sono già in attività una trentina di termovalorizzatori e altri dieci sono in avanzato stato di costruzione. L’anno prossimo ne sarà persino inaugurato uno capace, bruciando rifiuti organici, di riscaldare 160 mila abitazioni e fornire energia elettrica a 62 mila utenze”. Inoltre, la collina artificiale sovrastante l’impianto ospiterà uno dei più grandi centri sportivi della capitale danese. “Ci auguriamo – chiosa quindi la Cisl – che il governo della Regione esca dal limbo indifferenziato in cui si è cacciato, e tragga ispirazione da quella esperienza e da quella lezione di civiltà”.
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