Palermo, 13 dicembre 2019. Così Cgil Cisl e Uil sul giudizio delle sezioni riunite, per la parifica del rendiconto 2018 della Regione. Per i sindacati «il rischio è che a pagare il prezzo della difficile situazione finanziaria siano le fasce più deboli della popolazione, il welfare già sfilacciato, le spese strategiche come quelle per infrastrutture e per lo sviluppo dell’economia circolare»
«Siamo preoccupati. Il rischio è che a pagare il prezzo della difficile situazione finanziaria della Regione, siano le fasce più deboli della popolazione, il welfare già sfilacciato. Le spese strategiche come quelle per infrastrutture e per lo sviluppo dell’economia circolare». Così i segretari generali regionali di Cgil Cisl e Uil, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, riguardo al giudizio delle sezioni riunite della Corte dei Conti per la parifica del rendiconto 2018 della Regione siciliana. «Siamo pronti al confronto – si legge in una nota – per mettere a fuoco assieme, forze sociali, Anci, Regione, soluzioni che evitino il default». I sindacati ringraziano la Corte dei conti che nonostante tutto ha parificato il bilancio. «Ma la spada di Damoche che pende sull’Isola impone una exit strategy condivisa – affermano -. E richiede tempi stretti». Per Cgil Cisl e Uil, la Regione, per tirarsi fuori dalla crisi economico-finanziaria determinatasi con gli anni, ha bisogno di un tavolo di confronto ad hoc. Pertanto, «al presidente Musumeci chiediamo di incontrarci già a gennaio, subito dopo le festività, per mettere immediatamente mano assieme al cantiere finanziario, evitando pesanti ricadute economiche e sociali».
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