12 ottobre 2019 – “Non si può morire ancora di lavoro nel terzo millennio. Negli ultimi dieci anni più di 15 mila persone sono morte nei luoghi di lavoro. È una strage terribile. Come una guerra”. Lo dichiara la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, alla vigilia della 69ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro. “Abbiamo apprezzato che uno dei primi atti del nuovo Governo ed in particolare del Ministro del Lavoro, Catalfo, sia stato quello di aprire un tavolo di confronto con i sindacati. Abbiamo bisogno di provvedimenti urgenti e straordinari. Non possiamo accettare che si possano ancora contrarre patologie di origine professionale nei luoghi di lavoro. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro ed il lavoro deve essere sicuro e dignitoso. Ovunque nel territorio, dal Nord al Sud ed in tutti i settori produttivi. Domani ricorderemo le tante vittime del lavoro. Facciamone memoria per il loro sacrificio e battiamoci tutti perché il lavoro sia un sì pieno alla vita e non una concausa di morte”.
Sicurezza. Furlan: “Non si può morire ancora di lavoro nel terzo millennio”
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