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Pensioni. Accordi di esodo, al Ministero del Lavoro il confronto sulle soluzioni amministrative

20 Marzo 2026 | Notizie > Società > Fisco e Previdenza

Pensioni. Accordi di esodo, al Ministero del Lavoro il confronto sulle soluzioni amministrative

20 Marzo 2026 | Notizie > Società > Fisco e Previdenza

Si è svolto il 18 marzo 2026, presso il Ministero del Lavoro, un importante incontro sollecitato dalla Cisl,  voIto a ricercare una soluzione amministrativa per i lavoratori sottoscrittori di accordi di esodo (isopensione, contratti di solidarietà etc.).

Erano presenti alla riunione oltre ai rappresentanti del gabinetto del Ministro del Lavoro, il capo dipartimento  per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, la direttrice della direzione generale preposta alle politiche previdenziali, il direttore centrale pensioni dell’INPS e il capo dell’Ufficio legislativo del ministero. Hanno partecipato all’incontro oltre alle Organizzazioni sindacali anche le parti datoriali insieme ad ABI, ANIA e Federcasse .

Come è noto, trattasi di un tema particolarmente delicato poichè il meccanismo della speranza  di vita (più un mese nel 2027 per arrivare a più tre mesi nel 2028 per il conseguimento dei requisiti pensionistici), inserita nella recente legge di bilancio, incide direttamente sui predetti accordi disallineando dalla scadenza prevista la data di pensionamento.

In tal senso avevamo chiesto, come  nel passato, di  ricercare dei correttivi per non generare nocumento ai lavoratori.

Fermo restando che gli accordi contengono la clausola per cui in caso di modifiche legislative non debbano esserci  ricadute sui lavoratori si pone, oggi, il problema concreto di evitare un eventuale “vuoto” di copertura  (né stipendio né pensione) alla fine del percorso.

Per quanto ci riguarda il confronto è stato positivo dal momento che si è ipotizzato di procedere secondo le indicazioni del comma 1 dell’articolo 4 della legge n. 92/2012 (legge Fornero) che consente  l’accompagnamento in quiescenza  “fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento”.

La soluzione prospettata, che ci ha visti d’accordo, dal momento che noi stessi prospettavamo da tempo una soluzione analoga per i circa 4.900 lavoratori interessati dalla problematica (il dato è stato fornito dall’INPS al tavolo di confronto).

La Cisl nel suo intervento ha invitato a monitorare con attenzione tutte le categorie coinvolte dai processi di esodo affinché venga trovata una soluzione che non dovrà sottovalutare oltre al ruolo attivo delle imprese coinvolte, anche l’eventuale l’impiego della finanza pubblica.

Per noi il percorso individuato, oltre a tutelare l’affidamento degli accordi sottoscritti, diventa utile strumento per evitare possibili contenziosi.

A questo punto occorrerà verificare come lo stesso sarà tradotto nella circolare applicativa rispetto alla quale ha ricevuto mandato l’INPS.

Il ministero ha chiarito, in chiusura, che trattasi di “misura tampone” volta ad evitare effetti indesiderati su accordi già perfezionati da non intendere come modifica alle norme vigenti.

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