Negli anni della crisi persi nel Meridione 700mila posti di lavoro. Il riequilibrio tra le aree è una questione nazionale. E’ chiaro che ci sono ritardi e disfunzioni strutturali nella gestione dei fondi europei, i cui programmi sono già oggi, per il 50% delle risorse, gestiti da ministeri e dipartimenti nazionali. Dovremmo ridurre la farraginosità della programmazione che quasi obbliga ogni regione a gestire tre programmi: per le persone, per gli investimenti strutturali e per lo sviluppo agricolo. E’ una complessità che inizia a Bruxelles e passa per la struttura dello Stato italiano. I fondi andrebbero inseriti in un unico fondo nazionale per togliere alle amministrazioni territoriali la titolarità di una risposta immediata e di prossimità che spesso è la causa di ritardi inaccettabili.
«Sì a una manovra per il lavoro. E le banche aiutino» – Intervista a Daniela Fumarola su “Quotidiano Nazionale”
«La difesa del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati è per noi l'emergenza prioritaria»: la Segretaria Generale Cisl, Daniela Fumarola,...









