Roma, 5 aprile 2019 – Arriva al cuore delle istituzioni europee l’azione promossa dalla Fisascat Cisl per il riconoscimento dei diritti previdenziali dei lavoratori che svolgono la prestazione lavorativa in part time verticale ciclico – oltre 100mila in Italia in tutti i settori produttivi – con l’articolazione della prestazione lavorativa a tempo pieno solo su alcuni giorni del mese o di determinati periodi dell’anno. Il Parlamento Europeo ha infatti pubblicato la petizione presentata nel 2018 dalla categoria cislina. La competente Commissione per le Petizioni ha reputato dunque ricevibile l’istanza ed ha richiesto alla Commissione Europea di svolgere una indagine preliminare sui vari aspetti del problema segnalato.
Sul https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/home portale web dedicato del Parlamento Europeo è possibile consultare l’azione promossa dalla Fisascat Cisl; https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/registration/register#registerFrm previa registrazione è possibile [https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/show-petitions?keyWords=&year=2019&searchRequest=true sostenere la petizione n° 0983/2018 indicando nella sezione l’anno di presentazione, il tema, lo status e il Paese (2018 – occupazione – ricevibile – Italia).
La richiesta della categoria cislina verte sul riconoscimento dell’anzianità contributiva per tutte le 52 settimane dell’anno a prescindere dai periodi per i quali sono versati i contributi e dunque sulla possibilità che i contributi da accreditare ai lavoratori in regime part-time verticale ciclico siano riproporzionati sull’intero anno a cui si riferiscono, anziché essere versati solo in relazione a prestazioni lavorative eseguite in una frazione di questo. Attualmente l’Inps prevede un trattamento differenziato tra i lavoratori che effettuano il part time verticale ciclico e quelli che effettuano il part time orizzontale, riconoscendo a questi ultimi l’intera anzianità contributiva ed ai primi la sola anzianità relativa ai periodi lavorati.
“L’effetto di questa situazione è che i lavoratori in regime di part time verticale ciclico hanno un trattamento peggiore rispetto ai lavoratori a tempo pieno visto che i periodi di interruzione della prestazione lavorativa non gioverebbero né ai fini della prestazione previdenziale, né dell’anzianità contributiva» ha stigmatizzato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini evidenziando che «in Italia non esiste una previsione di Legge specifica per i lavoratori in part time verticale ciclico e l’Inps continua ad attenersi ad una sua circolare del 1986 sostenendo di non applicare deroghe se non si modifica la normativa italiana di riferimento, continuando a calcolare l’anzianità lavorativa dei lavoratori in part time verticale ciclico sulla base dell’effettivo lavoro prestato escludendo i periodi non lavorati”. “I lavoratori di fronte a tale ingiustizia per vedere riconosciuto il loro diritto sono costretti a rivolgersi al Giudice generando negli ultimi anni un lungo contenzioso legale costoso sia per chi lo intraprende, sia per la collettività, sia per gli uffici che amministrano la giustizia” ha aggiunto Guarini evidenziando che «I sindacati e i Patronati hanno interessato alla questione il ministero del Lavoro senza alcun esito» e che «solo attraverso le decisioni della Corte di Cassazione, emesse in virtù dei ricorsi individuali, i lavoratori vedono riconoscersi un diritto sacrosanto”.
“La nostra è una battaglia di civiltà, La Fisascat Cisl ha deciso di sottoporre il problema all’attenzione del Parlamento Europeo affinché sia svolta ogni possibile azione per la tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori interessati – ha aggiunto – La nostra richiesta al Parlamento Europeo va inquadrata nel contesto normativo del diritto dell’Unione Europea e dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale raggiunto tra Unice, l’unione delle confederazioni europee dell’industria e dei datori di lavoro, il Ceep, il centro europeo dei datori di lavoro e delle imprese a partecipazione pubblica, e dalla Ces, la confederazione europea dei sindacati». «Ad oltre 20 anni da quella intesa, recepita dal Consiglio europeo – ha concluso il sindacalista – è necessario proseguire nel percorso di soppressione delle discriminazioni nei confronti dei lavoratori a tempo parziale”.
Terziario. Part time verticale ciclico, il Parlamento Europeo pubblica la petizione della Fisascat Cisl sul riconoscimento dei diritti previdenziali. Guarini: “la nostra è una battaglia di civiltà, i lavoratori a tempo parziale sono discriminati”
Terziario. Part time verticale ciclico, il Parlamento Europeo pubblica la petizione della Fisascat Cisl sul riconoscimento dei diritti previdenziali. Guarini: “la nostra è una battaglia di civiltà, i lavoratori a tempo parziale sono discriminati”
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