Aprire un confronto strutturato per costruire un Patto regionale di responsabilità tra istituzioni, parti sociali e sistema delle imprese. E’ la proposta che il Consiglio generale della Cisl Toscana, riunito oggi a Firenze alla presenza del segretario confederale nazionale Giorgio Graziani, avanza alla Regione. «Un Patto – ha detto nel suo intervento la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo – fondato su impegni chiari in materia di politiche industriali di filiera, investimenti strategici e infrastrutture, qualità e stabilità del lavoro, sicurezza, formazione permanente e riqualificazione professionale». E che abbia come elemento qualificante ulteriore la partecipazione che, ha spiegato Russo, «deve diventare un criterio guida delle politiche regionali di sostegno alle imprese e delle relazioni industriali nei territori», perché «un Patto regionale che non integri la partecipazione rischierebbe di essere solo una cornice istituzionale“. «L’economia toscana – ha detto Russo analizzando la situazione- attraversa una fase delicata, segnata da un rallentamento evidente del comparto manifatturiero e dall’emergere di crisi industriali in alcuni territori e filiere strategiche. Accanto a settori che mostrano maggiore capacità di tenuta e innovazione, si registrano difficoltà strutturali nella moda, nel tessile-abbigliamento, nella pelletteria e in parti rilevanti della metalmeccanica. Non si tratta di episodi isolati, ma di trasformazioni profonde nei modelli produttivi, nella domanda internazionale e nelle catene del valore. Difficoltà che sono anche conseguenza di una “debolezza strategica” a livello nazionale. Le crisi che oggi investono settori chiave della Toscana – dalla moda alla metalmeccanica, dal tessile alle filiere manifatturiere integrate – non sono solo crisi aziendali o congiunturali», ma, per la segretaria Cisl, «sono l’effetto di una competizione globale non governata da una politica industriale nazionale capace di anticipare le trasformazioni». In questo quadro, «la manifattura resta un asse portante dell’economia toscana, ma la sua crisi rischia di produrre effetti a catena su occupazione, servizi e coesione sociale. Per questo è necessario superare una gestione emergenziale delle vertenze e costruire una vera politica industriale regionale». Difficoltà di fronte alle quali, secondo la segretaria Cisl anche «il rapporto con la Regione Toscana deve compiere un salto di qualità», con “tavoli strutturali sulle filiere strategiche, monitoraggio permanente dell’occupazione, utilizzo mirato delle risorse pubbliche”. «Servono -ha proseguito Russo- politiche attive robuste, riqualificazione professionale condivisa e un forte investimento su ITS e apprendistato e in generale su tutta la formazione e le politiche attive per il lavoro». Obiettivi da perseguire, per la Cisl, con “un Patto fondato anche sulla partecipazione, che può diventare un vero motore di modernizzazione del sistema produttivo toscano”. Nel pomeriggio, dalle 14,00, i lavori andranno avanti a porte aperte, con una tavola rotonda sul tema “I destini dell’economia toscana all’interno del panorama nazionale”, a cui prenderanno parte l’onorevole Luigi Marattin, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente di Confindustria Toscana Maurizio Bigazzi, il presidente di Confesercenti Firenze Claudio Bianchi, il presidente di Confcooperative Toscana Alberto Grilli, il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, il presidente di CNA Toscana Luca Tonini, la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo. Ad aprire l’incontro sarà l’introduzione del segretario generale della Camera di Commercio di Firenze Giuseppe Salvini, che illustrerà gli ultimi dati sull’andamento economico della nostra regione.
Toscana. Cisl: Patto regionale fondato su responsabilità e partecipazione, coinvolgendo istituzioni, parti sociali e sistema delle imprese, per rilanciare l’economia
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