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Toscana. Lettera aperta del segretario generale Fit Cisl Toscana, Stefano Boni, per chiedere a chi deve di garantire la sicurezza e incoraggiare i lavoratori dei trasporti

26 Marzo 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Toscana

Toscana. Lettera aperta del segretario generale Fit Cisl Toscana, Stefano Boni, per chiedere a chi deve di garantire la sicurezza e incoraggiare i lavoratori dei trasporti

26 Marzo 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Toscana

Firenze, 26 marzo 2020 – “In questa situazione di emergenza, che sembra non finire mai, nel campo dei trasporti e dell’igiene-ambiente si vive in un clima che sembra sospeso, isolati dal resto del Paese. Si continua a lavorare per garantire la mobilità, anche se in alcuni comparti con servizi molto ridotti, con la preoccupazione di poter essere contagiato e contagiare i propri cari. Molto spesso infatti la paura non è per se stessi ma per la famiglia, dove ci possono essere gli anziani e i bambini, che sono il bene più prezioso.”
“Nel nostro comparto lo slogan “Restate a casa” suona un po’ stonato, perché qui si deve lavorare, per garantire la mobilità delle persone, gli approvvigionamenti alimentari e sanitari o per assicurare la pulizia delle nostre città. I lavoratori sono orgogliosi di svolgere questi mestieri, ma lo devono fare in sicurezza e certi che tutti gli strumenti per preservare la salute siano stati messi in campo.”
“Abbiamo ancora delle situazioni critiche, per esempio nel comparto delle merci, dove ancora mancano mascherine e guanti e altri strumenti per garantire la sicurezza. Anche in altre aziende ed in altri settori si fa fatica a mettere in campo tutti gli strumenti di sicurezza necessari.”
“Oggi siamo però ad un bivio e non e più possibile aspettare che le aziende si attrezzino e mettano i lavoratori in condizioni di sicurezza; come sindacato abbiamo scritto, telefonato, fatto comunicati. Ora, là dove le garanzie per lavorare sicuri non ci siano, dobbiamo semplicemente fermarci, anche qualche giorno, aspettare che l’azienda metta in sicurezza il posto di lavoro, fornisca al personale gli strumenti di sicurezza e poi riprendere a lavorare. La salute al primo posto, la salute e la vita.”
“Il sindacato ha chiesto al Governo di rivedere la lista delle attività che devono rimanere aperte e ha fatto bene, perché si deve continuare a lavorare solo per le attività indispensabili; tutto il resto si deve fermare e nello stesso tempo il Governo deve garantire attraverso gli ammortizzatori sociali, risorse sufficienti per il reddito e per la vita di queste famiglie. Il sindacato, come già fatto in queste settimane, è pronto a cercare soluzioni e firmare accordi per il mantenimento del reddito e continueremo a stare vicino ai nostri associati per tutte le informazioni necessarie e per uscire uniti e più forti di prima da questa crisi.”
“Non esitate a chiamarci, a chiedere informazioni, a contattare i nostri delegati e attivisti nelle aziende. Siamo pronti ad intervenire e a fare intervenire gli organi preposti per garantire la sicurezza e la vostra salute; facciamo il nostro lavoro ma in sicurezza. Rimaniamo a casa, rispettiamo le indicazioni del Governo e delle istituzioni regionali e insieme usciremo da questa situazione. Forza ragazzi.”

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