Il sindacalista oggi all’Auditorium Inapp: “I dipendenti Amazon, i rider, i driver ci hanno parlato, negli anni, di ritmi intensi ed esasperati e senso di solitudine: a fronte di una narrazione evocativa e ‘smart’ delle attività tramite piattaforma, siamo di fronte a una sorta di ‘falsa modernità’”
“Negli ultimi anni abbiamo incontrato molti lavoratori che hanno a che fare con un algoritmo, che regola i loro tempi, ritmi e modi di lavoro: i dipendenti Amazon, che nel 2018 ci raggiungevano in sede per raccontarci di ritmi di lavoro parossistici; i driver, che sono arrivati a effettuare oltre 350 consegne giornaliere, e a fare i loro bisogni in una bottiglia; i rider, una categoria frammentata di persone che, lavorando sparse per le città, soffrono un grande senso di solitudine. Di fronte a queste persone, abbiamo utilizzato un mix di azioni sindacali, da quelle più moderne alle più antiche”.E’quanto ha spiegato il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, oggi all’Auditorium Inapp, in Corso d’Italia 34, per partecipare al convegno “Digitalizzazione e diritti sindacali: sfide, opportunità, prospettive”, organizzato da Inapp e dall’Osservatorio sulla Digitalizzazione delle Relazioni industriali (ODRI) l’Università Mercatorum, con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.“A fronte di una narrazione evocativa e ‘smart’ delle attività tramite piattaforma – ha concluso – abbiamo incontrato spesso problemi, che ci fanno pensare a una sorta di ‘falsa modernità’: ritmi di lavoro talvolta ottocenteschi, senso di solitudine, precarietà. La tecnologia può essere un alleato, ma soltanto ‘con l’umano al comando’, per utilizzare un’espressione del Cese: l’innovazione deve essere orientata a obiettivi sociali, prima ancora che economici. In questo senso, crediamo che la contrattazione collettiva abbia un ruolo importante: anche secondo il Cambridge Centre for Business Research, un adeguato corpus di regole di diritto del lavoro può avere un effetto positivo sull’occupazione e l’innovazione”.“Di fronte alle trasformazioni del mondo del lavoro portate dalla digitalizzazione nel mondo della logistica e dei Trasporti – ha spiegato il sindacalista – abbiamo riscoperto metodi antichissimi: il dialogo, nel 2018 con i primi, piccoli gruppi di coraggiosi lavoratori del magazzino Amazon di Passo Corese disposti a unirsi al sindacato, che ci hanno permesso di arrivare, oggi, a centinaia di iscritti e a conquiste importanti; l’offerta della Stazione Lavoro, che abbiamo aperto nel 2019 per offrire ai rider un rifugio, un focolare dove incontrarsi, ricaricare il telefono, andare al bagno; un semplice invito al cinema per creare senso di coesione tra le persone. Abbiamo tuttavia sperimentato anche metodi innovativi, come un volantinaggio web, dedicato ai ciclofattorini, che ci ha permesso di raggiungere un numero importante di lavoratori”.
Trasporti e digitalizzazione. Masucci (Fit-Cisl Lazio): “Per tutelare chi lavora con gli algoritmi, mix creativo di azioni moderne e antiche”
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