Belluno, 13 ottobre 2019. Accolte ieri dal Consiglio regionale alcune delle modifiche alla legge sull’Edilizia Residenziale Pubblica (Legge 39/2017) avanzate dai sindacati degli inquilini.
Il tetto Isee-Erp per poter conservare il diritto all’abitazione popolare è stato fissato a 35mila euro per gli inquilini che hanno ottenuto la casa prima della riforma e a 26mila euro in caso di assegnazione dell’alloggio dopo la legge 39. Inoltre, gli anziani ultra 65enni e i nuclei familiari con un disabile o con una persona non autosufficiente conserveranno il diritto all’alloggio anche nel caso in cui superino la soglia massima di reddito stabilita dalla legge (35 mila euro).
Previste anche modifiche, da parte della Giunta, per tutelare i soggetti più poveri, tra cui una franchigia sui risparmi che tenga conto del piccolo patrimonio accantonato per le necessità familiari, la neutralizzazione dell’Iva (che verrà assorbita nel canone), la riduzione del valore OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) della zona e lo scorporo dal calcolo di eventuali patrimoni immobiliari infruttuosi e inalienabili.
Soddisfazione è stata espressa dal Sicet, il Sindacato degli inquilini della Cisl. “Le modifiche – commenta il segretario Pietro Scomparin – vanno incontro alle esigenze dei più, famiglie, anziani, nuclei con disabili, indigenti, con garanzie esplicite sul diritto a conservare l’abitazione per i più anziani e sul contenimento dei canoni per i meno abbienti. Adesso ci auguriamo che il Consiglio prenda in considerazione anche le modifiche regolamentari proposte, in modo che a partire dal 1° gennaio 2020 Ater e Comuni possano applicare i correttivi”.
In provincia di Belluno casi di aumenti del canone di affitto anche del 300% erano emersi lo scorso 21 ottobre durante una affollata assemblea organizzata dalla Cisl Pensionati e dal Sicet.
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