La Cisl Scuola Padova Rovigo esprime profonda preoccupazione per la situazione che sta coinvolgendo numerosi docenti precari impegnati nei percorsi abilitanti da 30 CFU (Crediti Formativi Universitari) attivati dall’Università di Padova, impossibilitati – a causa della tempistica imposta dal Ministero – a sciogliere la riserva e accedere alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2024/2026.I corsi in questione, avviati il 14 aprile e con conclusione prevista a luglio 2025, sono incompatibili con la scadenza ministeriale del 30 giugno per lo scioglimento delle riserve, con aggiornamento consentito fino al 3 luglio. Una situazione paradossale: lo Stato organizza e promuove percorsi obbligatori per l’abilitazione, ma non garantisce ai partecipanti la possibilità concreta di valorizzarli nei tempi previsti. L’Ateneo di Padova, consapevole del problema, ha da subito raccolto le istanze dei corsisti e si è attivato per richiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito una proroga tecnica di pochi giorni per consentire agli interessati di concludere l’iter formativo e rientrare nei termini. Analoga iniziativa è stata intrapresa da docenti stessi, tramite raccolta firme e comunicazioni ufficiali. Tuttavia, la risposta del Ministero è stata negativa, con un richiamo formale alla normativa vigente e alla necessità di “assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico”. Una posizione rigida e sorda alle istanze reali del personale scolastico, che dimostra ancora una volta la distanza tra le esigenze della scuola reale e le decisioni assunte a livello centrale. «È una questione di buon senso e di rispetto del lavoro dei docenti – dichiara Stefania Bellamio, segretaria generale della Cisl Scuola Padova Rovigo – Sarebbe bastato un lieve slittamento dei termini per restituire dignità agli sforzi professionali ed economici sostenuti da questi lavoratori, molti dei quali vantano anni di servizio e garantiscono ogni anno il regolare funzionamento delle nostre scuole».La Cisl Scuola Padova Rovigo chiede al Ministero di assumere un approccio più responsabile e aderente alla realtà dei territori, promuovendo un confronto costruttivo che tenga conto della concreta compatibilità tra percorsi formativi e scadenze amministrative. La tutela dei diritti dei lavoratori della scuola deve restare al centro delle scelte politiche ed organizzative.
Veneto. Docenti precari penalizzati dalle rigidità del Ministero. Cisl Scuola: Serviva solo una settimana
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