“La crisi del trasporto pubblico locale in provincia di Belluno è l’evidenza delle enormi difficoltà dell’intero settore a livello nazionale, con l’aggravante di una situazione appesantita dalle carenze infrastrutturali e dal territorio montano. Anni di disinvestimenti, appelli inascoltati e scarsa attenzione relativa ai contratti, agli stipendi e alle condizioni di lavoro degli autisti hanno portato al disastro a cui stiamo assistendo. Rimaniamo però convinti che le situazioni vadano affrontate ai tavoli di confronto, non con le manifestazioni di principio”. Stefano Bergamin, vicesegretario della Fit Cisl Belluno Treviso, interviene sulla questione Dolomitibus.La Federazione non aderirà alla manifestazione di sabato 21. “La nostra organizzazione – spiega – è sempre stata propositiva nel ricercare soluzioni ai problemi. Manifestare per un principio può essere propedeutico, ma riteniamo che le questioni vadano affrontate e risolte ai tavoli istituzionali e di trattativa. Abbiamo due appuntamenti importanti nelle prossime ore, che potrebbero sbloccare la situazione: martedì in Regione e giovedì nella sede della Dolomitibus. L’obiettivo è sempre stato e rimane quello di trovare soluzioni per i lavoratori e per la cittadinanza: se neppure in questi due incontri si troverà una soluzione, non resterà che la mobilitazione, avevamo anche già proposto una data per sciopero e manifestazione ai colleghi delle altre sigle sindacali, il 10 novembre, ma si è preferito decidere di scendere in piazza, per altro senza una dichiarazione di sciopero, e quindi senza gli autisti, ancora prima di discutere ai tavoli, e questo ci pare strumentale”. All’incontro di martedì 17 in Regione con Bergamin, il delegato Herbert Pirazzoli e il segretario regionale Fit Marino De Terlizzi, ci sarà anche il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini. “La situazione del trasporto pubblico in provincia è solo la punta dell’iceberg che sta impattando pesantemente su tutti i settori produttivi e dei servizi del territorio – dichiara -. Lo spopolamento, la dinamica demografica e soprattutto l’assenza assordante di programmazione e coordinamento tra istituzioni, politica, enti e associazioni iniziano a produrre effetti che saranno devastanti da qui ai prossimi anni. Mancano, oltre al trasporto pubblico locale, asili nido, strutture per anziani, servizi sociali”.All’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti Fit e Cisl chiederanno un piano urgente per l’assunzione di personale. “Siamo pronti alla mobilitazione, non escludendo anche lo sciopero dei lavoratori e di tutta la cittadinanza – affermano Bergamin e Paglini – se non arriveranno risposte stringenti. Il trasporto pubblico non riguarda solo i dipendenti di Dolomitibus, che hanno tutta la nostra solidarietà, ma anche e soprattutto anziani, disabili, studenti, lavoratori delle altre categorie che devono ogni giorno muoversi in provincia e non lo possono fare se non hanno un’auto o una persona che li aiuti, pregiudicando cure, lavoro, gestione dei familiari. Un dramma sociale che a nostro modo di vedere è solo al suo inizio”.
Veneto. Fit e Cisl: “Crisi Dolomitibus. Serve un piano urgente per l’assunzione di personale”
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