Roma, 7 ottobre 2019 – Adesione convinta della Fisascat Cisl alla giornata mondiale della mobilitazione per il lavoro decente 2019 promossa dalla confederazione internazionale dei sindacati ITUC, quest’anno dedicata al lavoro di cura e assistenza alla persona, settore significativamente sottovalutato e caratterizzato da precarie condizioni salariali in tutto il globo e, in Italia, anche dalla irregolarità dei rapporti di lavoro e dalla mancata applicazione delle tutele e dei diritti garantiti dalla contrattazione esistente.
Per la categoria cislina si tratta di un fenomeno da contrastare, quello del lavoro nero e sommerso, anche considerate le previsioni di invecchiamento demografico che collocano proprio l’Italia tra i paesi più longevi al mondo – con una aspettativa di vita che supera gli 84 anni e un rapporto tra over 65 e 15enni stimato dalla Società Italiana Pediatria a 270 su 100 nei prossimi 20 anni della popolazione – dove aumenta esponenzialmente la richiesta dei servizi di cura e assistenza alla persona e dove presumibilmente ci sarà un fabbisogno aggiuntivo di lavoro specializzato. In Italia l’assistenza alle persone bisognose di cure evidenzia che oltre a 2 milioni di badanti, a fronte di 850mila regolarizzati, ci sono oltre 5 milioni di caregiver familiari, persone che si occupano direttamente degli anziani e dei non autosufficienti, ad alto rischio di pratiche elusive e in gran parte immigrati.
«L’azione del sindacato in Italia è finalizzata non solo a favorire l’accesso ai servizi di cura e assistenza, attraverso l’introduzione della long term care nei contratti di lavoro destinando parte della retribuzione alla costruzione di sistemi dedicati, ma è orientata anche a migliorare le condizioni di lavoro di chi opera in questo comparto sempre più essenziale per il nostro Paese destinato ad invecchiare nei prossimi decenni, e garantire dunque salari decenti e la sostenibilità dell’occupazione» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini.
«In questo senso esprimiamo la nostra forte perplessità sulla ipotesi paventata nella manovra di Bilancio 2020 di trasformare le famiglie, datori di lavoro domestico, in sostituti d’imposta, concepita come una stretta sul lavoro, ma che rischia di tradursi in costi per le famiglie che stanno già sopperendo alla riduzione del welfare pubblico» ha aggiunto il sindacalista suggerendo invece «un sistema di deduzione dei costi per le famiglie». «Crediamo sia urgente e necessario – ha concluso il sindacalista – che il Governo insieme ai competenti ministeri del Lavoro e dell’Economia diano il via ad un confronto con le Parti Sociali per definire piuttosto azioni strutturali di supporto alle famiglie di un comparto che nei prossimi anni sarà essenziale per la tenuta sociale del nostro Paese».
World day for Decent Work 2019. “Investing in care for gender equality”, la Fisascat Cisl aderisce all’iniziativa della Confederazione Internazionale dei Sindacati Ituc.
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