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Non-autosufficienza. Confronto sul Piano strategico nazionale per le non autosufficienze

19 Luglio 2016 - A seguito delle ripetute richieste e sollecitazioni della Cisl, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per iniziativa della sottosegretaria Biondelli, ha avviato nei mesi scorsi con le Organizzazioni sindacali e le Associazioni dei disabili, un Tavolo di confronto sulle politiche per la non autosufficienza. 

L’obiettivo del confronto è quello di definire un Piano strategico nazionale che offra agli interventi di natura sociale, finanziati con il Fondo per le non autosufficienze, un medesimo quadro di riferimento su tutto il territorio. 

Si intende quindi modificare l’attuale impostazione che ha sofferto l’incertezza e l’instabilità dell’impiego delle risorse - peraltro ripartite con criteri prevalentemente demografici - relegando l’iniziativa del Governo centrale a mera integrazione delle politiche regionali, riproducendo così frammentarietà ed eterogeneità dei diversi sistemi e l’impossibilità di valutarne l’effettivo impatto.

Il Piano strategico nazionale proposto dal Governo, che entrerebbe a far parte integrante dell’intesa per la ripartizione del Fondo nazionale, prevede di definire gradualmente, attraverso un processo fortemente condiviso tra tutti i soggetti istituzionali e le parti sociali:

  • strumenti uniformi di valutazione della NA
  • identificazione dei beneficiari (a partire dai disabili gravissimi)
  • nuovi criteri di ripartizione delle risorse Fondo
  • livelli delle prestazioni di assistenza domiciliare e dei ricoveri di sollievo
  • sistemi di monitoraggio e valutazione

Secondo la proposta del Governo, quindi, il Fondo dovrebbe essere ripartito nel 2016 con i medesimi criteri del passato, ma con l’impegno delle Regioni ad individuare la platea dei potenziali beneficiari secondo criteri nazionali uniformi sulla base di valutazioni funzionali semplici e rigorose.
In tal modo dal 2017 la ripartizione del Fondo dovrebbe avvenire sulla base di criteri legati alla effettiva presenza di persone con disabilità gravissima definendo ed attuando per essi un livello di prestazione garantito su tutto il territorio nazionale. Sempre nel 2017 si definirebbero gli strumenti di valutazione per i disabili gravi (differenziati in base alle necessità di sostegno intensivo) in modo che nel 2018 si possano gradualmente definire livelli essenziali anche per essi.

La Cisl ha espresso negli incontri una valutazione complessivamente positiva su obiettivi e priorità in particolare:

  • l’apertura del confronto con le parti sociali, da noi sollecitata in più occasioni
  • l’avvio di un processo orientato a definire un quadro nazionale più sistemico e strutturale
  • l’adozione di scale di valutazione univoche sul piano nazionale;
  • la volontà di definire, anche se gradualmente, livelli essenziali socio assistenziali per la non autosufficienza
  • la priorità data alle persone in condizioni di disabilità gravissima, ampliando la definizione adottata dai decreti di riparto degli scorsi anni.

Al contempo la Cisl ha affermato la necessità che vengano rivisti alcuni aspetti:

  • l’approccio risulta ancora fortemente condizionato dalle esigenze di bilancio per cui la necessaria gradualità deve presupporre un percorso condiviso che definisca livelli essenziali di assistenza da raggiungere incrementando le risorse;
  • il passaggio dall’attuale sistema di ripartizione del Fondo ai nuovi criteri ed i meccanismi sanzionatori previsti, che dovrà essere stabilito nell’intesa con le Regioni di quest’anno, deve vedere una attuazione graduale verificandone l’impatto per evitare penalizzazioni sulle persone disabili;
  • i livelli delle prestazioni sociali debbono integrarsi con quelli sanitari e quindi, pur nella distinzione dei finanziamenti, vanno adottati strumenti integrati socio sanitari;
  • il Tavolo deve rappresentare una sede permanente, accompagnando anche la fase applicativa

Le Regioni, cui è stata presentata la proposta dopo l’assenso con osservazioni ottenuto nel Tavolo, pur concordando con gli obiettivi strategici proposti, hanno evidenziato l’insufficienza delle risorse e l’assenza di integrazione con le risorse e gli interventi del sistema sanitario. Hanno richiesto pertanto un periodo più ampio di sperimentazione e monitoraggio ed una diversa definizione dei criteri di selezione dei beneficiari che sia più stringente.

Pertanto il Ministero ha convocato nuovamente il Tavolo nazionale per il prossimo 26 luglio, in vista del quale la Cisl ha predisposto con Cgil e Uil e concordato con le rispettive Federazioni dei Pensionati, un documento già inviato a tutti gli interlocutori istituzionali e sociali, che rappresenta la posizione ufficiale del Sindacato confederale (Il Comunicato unitario).  

Nel documento la Cisl ribadisce, anche alla luce della proposta di legge di iniziativa popolare, la necessità di una profonda innovazione del sistema in quanto non garantisce adeguati livelli assistenziali alle persone non autosufficienti ed alle loro famiglie, alimentando inaccettabili diseguaglianze e divaricazioni territoriali.

Per la Cisl la proposta del Ministero va nella direzione giusta perchè è orientata a riorganizzare e riqualificare un segmento rilevante del welfare, ma purtroppo sconta sia l’insufficienza di risorse mirate a tale obiettivo - infatti pur se positiva la stabilizzazione del Fondo per le non autosufficienze ormai permanente può contare soltanto su 400 milioni di euro – sia l’urgenza di definire meccanismi più fluidi ed efficaci di governance nazionale (obiettivi, priorità accompagnamento e sostegno all’impiego delle risorse, verifica dei risultati).

 

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