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Sciopero metalmeccanici. Fim Cisl Basilicata: adesione elevata anche in Basilicata

10 Giugno 2016 | Dai Territori

Sciopero metalmeccanici. Fim Cisl Basilicata: adesione elevata anche in Basilicata

10 Giugno 2016 | Dai Territori

Potenza, 10 giugno 2016. Piazze piene e fabbriche vuote anche in Basilicata per lo sciopero nazionale di oggi dei lavoratori metalmeccanici. La percentuale di adesione nelle aziende metalmeccaniche lucane – hanno comunicato i sindacati – è stata del 75 per cento. Molto partecipata, a Potenza, è stata anche la manifestazione regionale promossa dalle segreterie regionali di Fim, Fiom e Uilm, conclusasi con un presidio davanti alla sede di Confindustria alla presenza del segretario nazionale della Uilm, Luca Colonna, proprio all’indomani dell’insediamento del nuovo presidente regionale degli industriali. Facce soddisfatte tra i sindacalisti per il livello di adesione registrato in Basilicata alla mobilitazione lanciata a livello nazionale dai sindacati metalmeccanici per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale di categoria. Una forza d’urto sociale che ora i sindacati vogliono far pesare al tavolo negoziale con Federmeccanica e Assistal. Fim, Fiom e Uilm si confermano compatte nel rivendicare un contratto nazionale che: garantisca il potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici; estenda la contrattazione di 2° livello su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa; qualifichi le relazioni industriali, faccia ripartire gli investimenti, rilanci una vera politica industriale; migliori l’organizzazione e le condizioni di lavoro e tuteli tutte le forme di lavoro e l’occupazione; introduca nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità. “Federmeccanica e Assistal vogliono riportare le lancette del tempo agli anni ’50”, è una delle accuse lanciate da Fim, Fiom e Uilm alla controparte datoriale: “A parole chiedono un rinnovamento ma nei fatti non vogliono riconoscere l’aumento salariale a tutti i lavoratori e vogliono cancellare il contratto nazionale mettendo in discussione contemporaneamente il doppio livello di contrattazione e il ruolo e il valore del contratto nazionale quale reale strumento di tutela dei salari e dei diritti di tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche. Lo scopo della nostra mobilitazione è ribadire che il contratto nazionale è importante e attuale perché stabilisce regole certe e trasparenti per impedire che i lavoratori diventino merce in balia di accordi di aziendali più o meno efficaci a seconda della controparte di riferimento. Richiedere l’aumento salariale non è quindi la sterile presa di posizione di una parte sociale, ma la giusta rivendicazione di un’equa retribuzione che restituisce dignità al lavoro e ai lavoratori”.

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