Firenze, 20 luglio 2016. “E’ inammissibile pensare che, dopo anni di progettazione, contenziosi e avvio dei lavori in tempi biblici, si discuta ancora se e come fare il tunnel dell’alta velocità a Firenze.” A dirlo, alla vigilia dell’incontro in programma domani a Roma, sono i segretari della Filca (il sindacato edili della Cisl) toscana, Ottavio De Luca e della Filca di Firenze, Stefano Tesi. “Noi – dice Tesi – abbiamo sempre detto che la realizzazione del passante ferroviario e della nuova stazione AV è strategica per l’area centrale della Toscana e del paese. Vorremmo ricordare alle istituzioni locali che continuano a dibattere sull’opera che, oltre ad essere strategica per lo sviluppo delle nostre infrastrutture, coinvolge molti dipendenti delle diverse imprese che, dopo lo stop degli ultimi mesi, stanno lavorando per la TAV e vedono finalmente una prospettiva di continuità occupazionale in un settore in crisi che offre ben poche possibilità di ricollocazione. Operai, tecnici e impiegati che sono stati tutelati in questi ultimi mesi con la cassa integrazione straordinaria per crisi che ha scongiurato la procedura di mobilità e li ha mantenuti legati all’opera. Altrimenti, senza queste tutele, la complicata vicenda che ha riguardato il cantiere si sarebbe già scaricata sulle spalle dei lavoratori”. “Queste opere – aggiunge De Luca – sono un tassello di straordinaria importanza nel programma di modernizzazione delle infrastrutture toscane, che produrrà effetti positivi sul piano economico ed occupazionale. Il dibattito di queste ultime settimane si dimentica di una parte importante in gioco sulle grandi opere: la tutela ed il futuro dell’occupazione che con quest’opera si può sviluppare. Persone che vivono un vero disagio sociale nel sentire rimessa sempre in discussione un’opera che per loro significa un lavoro, uno stipendio, la possibilità di mantenere una famiglia.” “Ricordiamo – prosegue De Luca – che il nodo dell’Alta Velocità di Firenze rappresenta molto di più dei 691 milioni dell’appalto vinto, in quanto oltre ad essere una possibilità di sviluppo per la nostra città, è uno sbocco occupazionale importante. Per questo invitiamo tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune alla Regione, a far sì che Firenze non resti un cantiere infinito e ad avere un’unica strategia di intervento per una politica progettuale delle grandi opere e del settore delle costruzioni nel territorio.” “La realizzazione di quest’opera e delle infrastrutture in generale – conclude De Luca – a Firenze e in tutta la regione non può variare a seconda dell’umore delle amministrazioni locali. E’ fondamentale pertanto proseguire con le lavorazioni per garantire lo sviluppo del nostro territorio e la sicurezza dei cittadini. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi sul percorso avviato che comporterebbero, oltre alle penali con gravi ricadute su tutti noi contribuenti, una vera e propria emorragia occupazionale che il nostro territorio non può certo più permettersi di sostenere.”
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