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Industria. Alberta (Fim Cisl): Al via discussione parte economica rinnovo contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi

8 Febbraio 2017 | Comunicati stampa

Industria. Alberta (Fim Cisl): Al via discussione parte economica rinnovo contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi

8 Febbraio 2017 | Comunicati stampa

Roma, 8 febbraio 2017. Si è tenuto stamani a Roma presso la sede di Unionmeccanica-Confapi un nuovo incontro con le delegazioni sindacali di Fim Fiom Uilm per il rinnovo del contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi, scaduto il 31 ottobre 2016 e che interessa circa 300.000 lavoratori della piccola e media industria (con quelli associati a Confimi gli addetti delle PMI salgono a oltre 400.000). Nei precedenti incontri sono stati affrontati vari aspetti normativi, tra cui la formazione professionale, gli interventi in tema di salute e sicurezza, la contrattazione territoriale e le relazioni sindacali, i permessi per le esigenze di cura e assistenza. Nel corso dell’incontro odierno è stata affrontata la parte economica del contratto. Su questo punto, in particolare, Unionmeccanica ha posto il problema dell’equilibrio dei costi, anche con riferimento ad altri contratti del settore metalmeccanico e ha avanzato alcune disponibilità, seppur condite da notevole prudenza. Unionmeccanica ritiene che il recupero salariale rispetto all’indice di inflazione Ipca debba avvenire a consuntivo nell’anno successivo, e che il contratto debba aver una durata quadriennale fino ad ottobre 2020, e ha offerto una timida disponibilità in materia di welfare e benefici flessibili quantificati in 100, 150 e 200 euro annue nel periodo. In materia di welfare integrativo vi sono dichiarazioni di intenti positive, ma effettive disponibilità fortemente contraddittorie: sulla sanità integrativa si vede con favore la sua introduzione, ma solo con gradualità nell’arco dei prossimi anni e con contribuzione inferiore a quella definita negli altri contratti; mentre sulla previdenza complementare si riconosce l’esistenza della criticità di copertura contributiva futura, soprattutto per i più giovani, ma ci si guarda bene dall’assumere scelte precise di rafforzamento di questo strumento contrattuale. Per la Fim-Cisl occorre tradurre le buone intenzioni in fatti concreti, disponibilità e risorse. Il welfare è giustamente agevolato dalla legge, ma è necessario che i contratti raccolgano in positivo il sostegno fiscale e definiscano norme e strumenti per rispondere ai bisogni dei lavoratori con la sanità integrativa e alle attese delle nuove generazioni con la previdenza complementare. Perché se è vero che la prudenza non è mai troppa, l’eccessiva inerzia contrattuale che Unionmeccanica sta dimostrando, rischia di vanificare le buone intenzioni e di penalizzare i lavoratori.

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