5 giugno 2017. La First Cisl rilancia la proposta di gestione paziente e partecipativa degli npl attraverso società di gestione degli attivi costituite appositamente, abbandonando “la fretta tipica delle gestioni speculative”, che “si trasforma spesso in comportamenti aggressivi nei confronti dei debitori deboli e oltre a costituire un vantaggio per i grandi debitori e i furbetti facilitati dalla pratica degli stralci, rischia di svendere il Paese a brandelli”. Lo ha ribadito al congresso della Federazione, che si sta svolgendo in questi giorni, il segretario generale Giulio Romani.
“Visco -ha proseguito Romani- ha spiegato che gran parte delle banche è in grado di smaltire il deteriorato senza problemi di capitale, quello non dice è che il differenziale tra npl netti e lordi lo hanno pagato dipendenti e azionisti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, di Mps, delle quattro banche risolte, di Carige e, visti gli andamenti di borsa, di tutte le altre banche italiane, comprese quelle più solide”. In particolare, Romani definisce “sconcertante” il caso Carige, “dove il rischio che incombe sulla banca sembra non essere percepito dal suo socio di riferimento e vice-presidente, che si diletta a cambiare gli amministratori delegati ogni volta che non lo compiacciono a sufficienza”.
Credito. First Cisl “Necessaria gestione partecipativa npl per non svendere il paese”
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