Roma, 7 giugno 2017. In queste ultime settimane con l’accordo di principio per l’acquisto di STX France da parte di Fincantieri, abbiamo tutti salutato con favore la nascita di un gruppo leader mondiale della Cantieristica che consentiva – per la prima volta in Europa – di misurare la capacità di fare sistema e di rafforzare nel mercato mondiale, il valore delle competenze in ambito transnazionale. Sono decenni che i cantieri francesi soffrono e la dimostrazione sta proprio nel fatto che gli stessi coreani, dopo averli acquistati, hanno alzato bandiera bianca. Nell’assegnazione della gara, FINCANTIERI ha vinto con un progetto industriale serio e credibile presentato da una società solida e governata con competenze manageriali importanti, il cui valore è dimostrato dalla capacità di attraversare, anche grazie allíazione sindacale svolta con responsabilità e partecipazione, la crisi che ha colpito líintero globo negli ultimi anni. Questo è il suo biglietto da visita. L’Italia è stata terreno di importanti acquisizioni francesi, più o meno strategiche, in molti settori, dalla finanza alla grande distribuzione, dall’agro-alimentare all’informatica, ma mai nessuna organizzazione sindacale confederale ha condizionato o vincolato la decisione sulla vendita allíappartenenza francese, o in genere straniera, del gruppo che acquisiva, né chiamato il governo italiano a nazionalizzare per non cedere ad una società di un altro paese. Questo però avviene oggi in Francia: anche stavolta prevale la politica dei due forni. Quando si discute nei tavoli Europei tutti chiamano a gran voce líeconomia di mercato per gli altri, ma quando si tratta del proprio, prevale il “non passa lo straniero”. Ci chiediamo davvero se qualcuno in Europa pensi che l’Italia debba essere solo territorio da depredare delle sue tecnologie e competenze, nel quale si possa fare shopping indisturbati. Le politiche e le spinte nazionalistiche stridono con le prospettive di un’Europa comune, rilanciata oltretutto dal neo premier Macron, attorno alla quale costruire il rilancio del nostro continente anche a fronte di scelte strategiche già assunte che puntano in altre direzioni, come nel caso della Difesa Unica Europea. In questo senso sarebbe inaccettabile pensare che disponibilità, percorsi e regole comuni siano valide e applicabili a senso unico. Questo, da cittadini e lavoratori europei e italiani non sarebbe accettabile. Né sarebbe accettabile che venissero richieste da parte francese, partite di scambio per l’operazione STX che riguardino altri assets, estremamente strategici, rispetto ai quali invece il nostro paese deve mantenere la sovranità, così come già avviene in Francia, dove non solo non sono consentite acquisizioni di società ma non si riesce a vendere nemmeno uno spillo. Su questo il nostro paese dovrebbe invece esercitare e pretendere maggior rispetto. Chiediamo pertanto al Governo Italiano di tutelare Fincantieri nel suo diritto di poter esercitare la maggioranza nei cantieri francesi e di non prevedere alcuna contropartita che impoverisca il tessuto industriale italiano e le sue possibilità di essere protagonista nell’economia mondiale.
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