Firenze, 5 Gennaio 2018. Stefano Boni, Segretario generale della Fit-Cisl Toscana, mette a confronto gli incrementi tariffari della rete autostradale regionale con il tasso d’inflazione e gli investimenti delle concessionarie autostradali. “Gli aumenti delle tariffe autostradali scattati a inizio anno anche in Toscana sono totalmente sganciati dalla realtà”, spiega Boni, sono ben più alti dell’inflazione, mentre i pedaggi garantiscono già introiti di quasi sei volte gli investimenti sulla rete, mentre la produttività dei lavoratori del settore aumenta e il loro numero diminuisce. A ingrassare sono così le società concessionarie delle autostrade italiane, mentre la qualità del servizio ai cittadini diminuisce e i loro portafogli sono più leggeri.” Per questo Boni si chiede “perché l’Autority dei Trasporti non analizza i meccanismi di aumento delle tariffe autostradali e, se non coerenti con l’aumento del costo della vita, non interviene e chiede delucidazioni sul perché si proceda a favorire le società concessionarie.” “Anche la Regione Toscana – aggiunge il Segretario Fit – in considerazione degli accordi per nuove infrastrutture con le società concessionarie di autostrade nel territorio, dovrebbe pretendere che si faccia chiarezza sui meccanismi di aumento delle tariffe.” “Le tariffe autostradali – dice Boni – in teoria dovrebbero coprire gli investimenti, i quali invece restano ben al di sotto: 1,1 miliardi contro poco meno di 6 miliardi di euro nel 2016.” Secondo il Segretario Fit “le convenzioni stipulate nel 2007 e le specifiche del CIPE sull’applicazione delle formule tariffarie e criteri di calcolo risultano sganciati dalla vita reale e dalle spese che ogni famiglia/cittadino deve sopportare. Secondo l’Istat il 2016 si è chiuso in deflazione (-0,09) e il 2017 con un’inflazione dell’1,2%. Le tariffe autostradali hanno avuto aumenti medi nazionali rispettivamente dello 0,77% e del 2,74%. Nel tratto toscano, in Autostrade per l’Italia per il 2016 del +0,64% e nel 2017 +1,51; in SAT nel 2016 +0,90% e nel 2017 +1,33; in Autocamionale della Cisa S.p.A. nel 2016 +0,24% e nel 2017 invariate.” “Anche grazie ai segnali di ripresa economica il traffico autostradale in Toscana è in continuo aumento, mentre gli investimenti in manutenzione e nuove infrastrutture avanzano a rilento. Anche la produttività dei singoli lavoratori è in continuo aumento a fronte di una diminuzione costante degli addetti, causata non solo dall’introduzione della tecnologia ma anche da una riduzione dei servizi di assistenza/informazione, che per la Fit-Cisl è inaccettabile. Secondo noi – conclude Boni – con la crescita degli utili verificati nei bilanci e della produttività dei lavoratori, le tariffe andrebbero diminuite piuttosto che aumentate, per rilanciare lo sviluppo,[Marker] salvaguardare l’occupazione con nuove assunzioni e favorire i cittadini e le famiglie del nostro Paese.”
Toscana. Fit Cisl: “Aumento tariffe autostrada fuori dalla realtà”
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