Roma, 7 maggio 2019 – “Sullo sblocco del piano assunzionale in Atac è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti e di agire tempestivamente. In caso contrario, al fine di garantire il piano concordatario e la sicurezza dei mezzi di superficie e metroferro, non escludiamo azioni di protesta: la carenza di autisti mette a rischio il raggiungimento della prestazione chilometrica aziendale prevista dal contratto di servizio, e con essa il piano concordatario. Inoltre, gli operai manutentivi stanno facendo fronte a carichi di lavoro insostenibili per la vetustà dei mezzi e le numerose uscite legate a quota 100: si rischia di affrontare un’emergenza sul profilo della sicurezza di mezzi e infrastrutture”.
E’ quanto dichiara il Segretario Regionale responsabile del dipartimento Mobilità della Fit-Cisl di Roma e Lazio, Roberto Ricci, aggiungendo che “abbiamo condiviso fin dall’inizio il lungo e faticoso iter che ha portato Atac al concordato preventivo: i sacrifici fatti dai lavoratori fino ad oggi non possono essere resi vani da impasse burocratiche che, bloccando l’assunzione del personale viaggiante, mettono il piano concordatario a rischio di fallimento. Come già fatto in passato, ribadiamo che uno slittamento anche di pochi giorni nell’iter assunzionale del personale può portare conseguenze intollerabili per la Fit-Cisl, i lavoratori e per l’utenza”.
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