Firenze, 4 ottobre 2019 – “Trovare soluzioni alla crisi della OMA e più in generale vigilare sull’indotto del Nuovo Pignone, che vede situazioni critiche nella catena di appalto-sub appalto, anche attraverso l’attuazione degli organismi ispettivi e di controllo territoriali.” E’ quanto chiede il documento finale approvato dal Consiglio generale della Fim-Cisl di Firenze e Prato, riunito a Firenze.
Nel corso dei lavori sono state affrontate anche le situazioni di criticità sul territorio, in primis indotto Nuovo Pignone e Bekaert. “Siamo preoccupati per la situazione della OMA – ha spiegato a margine dei lavori il segretario generale Fim, Alessandro Beccastrini – ormai tecnicamente fallita per la situazione debitoria accumulata. Lo siamo in primo luogo per i 150 lavoratori (80 ad Avenza e 70 a Firenze) occupati in Toscana” su un totale di 300 dipendenti circa dell’azienda abruzzese, specializzata in montaggi e manutenzione meccanici. “Oltretutto – aggiunge Beccastrini – gli 80 di Avenza erano stati assunti due anni fa grazie anche a un percorso formativo e agevolazioni finanziati dalla Regione Toscana.”
“Ma siamo molto preoccupati anche – prosegue il segretario Fim – che attraverso questi appalti non entrino nella filiera BHGE-Nuovo Pignone, magari al posto della OMA, delle aziende con situazioni poco chiare. Per questo chiediamo da subito all’azienda e vigileremo perché accada, che chi subentra in questo appalto rilevi gli stessi lavoratori, nel rispetto delle leggi e dei contratti italiani.”
A proposito della vertenza Bekaert, il documento del Consiglio Fim chiede invece “di accelerare la richiesta al Governo di un intervento diretto, anche attraverso Invitalia, per assicurare al più presto una start up che permetta la ripresa del sito produttivo e l’estensione degli ammortizzatori sociali di legge attraverso le normative vigenti.”
Il Consiglio Fim ha anche dato “parere complessivamente positivo all’ipotesi di piattaforma del rinnovo del Ccnl metalmeccanici industria”, chiedendo “un impegno significativo per rafforzare quelle parti della piattaforma che nel tempo sono stati cavalli di battaglia della Fim, quali l’inquadramento, la formazione, il Welfare, evitando in ogni maniera di depotenziare la contrattazione del secondo livello.”
Toscana. Preoccupano indotto Pignone e Bekaert
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