Roma, 4 ottobre 2019 – Tra i fondamenti di una civile convivenza ci sono, insieme alla libertà di espressione e di stampa, anche il diritto a vedere rispettata e tutelata la sfera della vita privata. Nel caso che ha coinvolto in questi giorni il ministro Fioramonti, chiamato in causa da un giornale per affermazioni da lui postate qualche anno fa sul suo profilo social, quell’ambito è stato violato nel modo più riprovevole, essendo stato invaso senza alcun riguardo quello degli affetti familiari più stretti. A Lorenzo Fioramonti, in quanto persona e cittadino, esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
Prendiamo atto, peraltro, della sua presa di distanza, sollecitata da più parti e certamente opportuna, da affermazioni di cui ha ritenuto di doversi scusare.
Su un piano diverso e distinto si colloca per noi la valutazione del suo operato come Ministro dell’Istruzione, valutazione che per quanto ci riguarda discenderà dagli atti che vorrà produrre per dare attuazione, nell’immediato e in prospettiva, agli impegni assunti nell’intesa del 1° ottobre su reclutamento e precariato, e più in generale per dare seguito alla dichiarata volontà di rilanciare una forte politica di investimento in istruzione e ricerca, a partire dal necessario stanziamento di risorse per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.”
Pensioni. Fumarola al Consiglio Generale della Fnp Cisl: «Serve una riforma strutturale e un fisco più equo»
“Per troppo tempo l’invecchiamento è stato raccontato come una stagione di riduzione: meno ruolo, meno voce, meno spazio, meno possibilità. La realtà è diversa: i pensionati non sono un costo, non sono un peso, non sono una voce di bilancio da comprimere. Soprattutto,...






