“Un salto di 5 anni per andare in pensione dopo la fine di quota 100 non ha alcun senso, tanto più in periodo di crisi economica come quello attuale”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga.
“La Cisl- sottolinea Ganga- auspica che la ripresa economica e occupazionale sia veloce ed intensa, ma non è serio pensare che tutti i lavoratori, in particolare quelli più anziani, riusciranno a conservare il posto di lavoro o a riqualificarsi a fronte dei processi di ristrutturazione che arriveranno. E gli ammortizzatori sociali potrebbero non riuscire a coprire tutti. La flessibilità per andare in pensione a partire dai 62 anni non è un privilegio, come invece ci viene rimproverato da qualcuno, perché buona parte della pensione già oggi è calcolata con il sistema contributivo e questo significa che prima di andare in pensione devo calcolarne bene la convenienza”.
“Rispetto ai numeri della previdenza- conclude Ganga- ci aspettiamo maggiore chiarezza dalla Commissione di studio che riprende i lavori il 28 aprile perché la nostra convinzione è che sulle pensioni vengano caricati costi che non attengono alla previdenza”.
Pensioni. Ganga: “Un salto di 5 anni dopo la fine di quota 100 non ha alcun senso”
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