“La ferita resta sempre aperta e tanti sono ancora gli interrogativi ed i misteri irrisolti di quella pagina tragica della storia del nostro Pese. (…) Ma come era accaduto negli anni tragici del terrorismo fu il mondo del lavoro a scendere in campo per sollecitare una risposta unitaria ed attiva, senza distinzioni, di fronte all’attacco mafioso portato al cuore delle istituzioni democratiche. Il 27 giugno di quell’anno centomila lavoratori giunsero in Sicilia a Palermo da ogni parte dell’Italia dietro le bandiere del sindacato per chiedere giustizia, legalità sviluppo. (…) Non dobbiamo mai dimenticare il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, degli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Quel pomeriggio del 23 maggio del 1992 resterà perennemente nella nostra memoria. Così come ci resteranno sempre Paolo Borsellino e la sua scorta uccisi un mese dopo in un altro terribile agguato a Palermo. Per assicurare trasparenza, legalità, certezza delle regole non c’è antidoto migliore di un perimetro ampio e sociale di monitoraggio e controllo su appalti, qualità della spesa, intermediazioni. Non c’è modo migliore per garantire, in un tempo solo, sviluppo e presidio di giustizia.
Lavoro. Daniela Fumarola al Consiglio generale della Cisl Umbria: «Incentivi ai giovani utili, ma priorità a salari, produttività e qualità del lavoro»
«L'Umbria è una regione con una storia produttiva importante, costruita su un tessuto diffuso di piccole e medie imprese, su tradizioni manifatturiere solide, su una cultura del lavoro che ha saputo resistere a più di una crisi. Ma negli ultimi anni la regione ha...





