“Sono in buona parte condivisibili le affermazioni fatte oggi dalla ministra Calderone: che la flessibilità non è necessariamente precarietà; che sulla flessibilità male utilizzata vanno aumentati controlli e sanzioni; che le causali che nascono dalla contrattazione collettiva sono di gran lunga preferibili a quelle tipizzate per legge; che sia necessario l’impegno del governo sul fronte delle politiche attive, per fare in modo che laddove finisce una esperienza lavorativa, si possa accedere in tempi brevi ad un’altra offerta di lavoro”. Lo ha dichiarato in una nota il segretario confederale della Cisl Giulio Romani. “Se tutto ciò è vero- ha aggiunto Romani- la naturale conseguenza è che non si debba modificare il buon equilibrio che si è venuto a creare con la norma, chiesta dalla Cisl ed introdotta dal governo Draghi, che rinvia agli accordi sindacali il superamento dei 12 mesi di contratto a termine, che ha restituito flessibilità al sistema dopo l’irrigidimento provocato dal Decreto Dignità. Altresì, sempre seguendo il canovaccio della Ministra, ora bisogna concentrare le energie sul rafforzamento, in tempi strettissimi, dei centri per l’impiego, accelerando con le assunzioni di nuovo personale, previste e finanziate tre anni fa ma realizzate solo in minima parte, e con il potenziamento della strumentazione informatica per avere un sistema informativo unico”. “Così come occorre realizzare il piano nuove competenze. Formazione e politiche attive con interventi veloci e mirati sono infatti il miglior modo per fare incontrare domanda e offerta di lavoro e combattere la reale precarietà”, ha concluso Ronani.
Lavoro. Romani: “Mantenere le causali dei contratti a termine affidate alla contrattazione collettiva e rafforzare i centri per l’impiego”
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