“‘Non si tratta di andare incontro ai lavoratori, bensì di vivere in mezzo ad essi’: questa frase del fondatore della Cisl, Giulio Pastore, è stata il nostro motivo guida quando abbiamo deciso, nel 2021, di aprire la Stazione Lavoro, un luogo di rifugio per i rider e i driver. Persone che hanno a che fare con nuove forme di solitudine derivanti dal fatto che lavorano con un ‘algoritmo’, sparsi per le vie della città, a cui abbiamo voluto offrire un luogo per stare insieme, ritrovare un orizzonte di comunità e di senso. Per guardare avanti, in un movimento paradossale, pensiamo di dover guardare indietro, custodendo i valori che sono alla base del bisogno e della nascita stessa del sindacato: la solidarietà, la coesione sociale, le relazioni umane basate sull’unicità di ogni persona: tutto ciò ancor di più in un momento in cui ‘solitudine’ è uno dei nuovi nomi della povertà. In questo senso Frank Tannenbaum, in ‘Una filosofia del sindacato’, lanciò un’importante provocazione, asserendo che il sindacalismo è il movimento conservatore del nostro tempo”.E’quanto ha dichiarato il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, nel corso del seminario organizzato oggi da RES, Riformismo e solidarietà, in via Arenula 16, a Roma, dal titolo ‘corpi intermedi: crisi o cambiamento della rappresentanza?’; all’evento, introdotto da Paolo Feltrin, politologo e docente di scienza della politica dell’Università di Trieste, hanno partecipato Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica e Mimmo Carrieri, direttore dei quaderni di Rassegna sindacali. Il Presidente di Res, Pier Paolo Baretta. Per Masucci, “il concetto di crisi e quello di cambiamento sono molto più legati di quanto pensiamo: nell’etimologia della parola ‘crisi’ c’è il concetto di scelta, di una decisione derivante precisamente dal fatto di trovarsi su un crinale, ovvero in luogo di trasformazione. In questo senso, il ruolo del sindacato è duplice: nei momenti di trasformazione dobbiamo mettere in campo iniziative concrete e talvolta semplici, ma rivoluzionarie, quali la mera creazione di occasioni per stare insieme. Dobbiamo presidiare l’organizzazione del lavoro, perché, come spesso sottolineato dal professor Luciano Pero, questo è ciò che si aspettano i lavoratori dal sindacato. Dobbiamo migliorare le condizioni di lavoro attraverso la contrattazione, inserendoci nella tradizione della scuola del Wisconsin. Soprattutto, il sindacato dovrebbe portare avanti la sua missione con le tre prerogative che, secondo Max Weber, dovrebbero avere le persone che si occupano di politica: passione, responsabilità, lungimiranza.Il nostro è un mondo in frammenti, come uno specchio rotto: il ruolo del sindacato è quello di preservare e tentare di riunire ogni parte, rifacendosi ai valori della solidarietà, dell’ ‘essere una cosa sola’. Anche in questo senso, è importante ricomporre, introdurre dinamiche partecipative”.
Lazio. Masucci (Fit-Cisl):“Lavoro. Nei momenti di trasformazione il sindacato custodisca i valori della relazione e della solidarietà”
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