«L’incontro del 18 febbraio in AssTel è stato particolarmente proficuo. Ritengo che abbia segnato un passaggio importante nel delineare un percorso comune tra aziende e sindacato e, soprattutto, un punto di svolta nel coinvolgimento delle parti sociali rispetto al futuro del settore delle telecomunicazioni.
Parliamo di un comparto che ha urgente bisogno di risposte concrete da parte delle istituzioni, ancora troppo distanti dalle reali criticità che attraversano il mondo delle telecomunicazioni e non pienamente consapevoli delle conseguenze che ulteriori ritardi nello sviluppo delle infrastrutture e nella transizione digitale potrebbero determinare per il nostro Paese.
Per questa ragione considero fondamentale la decisione condivisa di procedere alla sottoscrizione di un avviso comune e all’invio di quattro lettere indirizzate ad AGCOM, al Presidente dell’AGCM, al
Ministro del Lavoro Calderone e a Consip. È un segnale chiaro della volontà delle parti sociali di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Nel corso dell’incontro abbiamo affrontato anche il cambiamento in atto nel comparto CRM BPO e la necessità, non più rinviabile, di una trasformazione orientata a un modello pienamente digitale.
Un percorso che deve coinvolgere anche il mondo AssoContact, valorizzandone le specificità, in particolare sul piano della digitalizzazione e della formazione delle persone. Non possiamo permetterci un atteggiamento passivo di fronte all’avanzata di grandi player internazionali, che stanno incidendo in modo significativo sugli equilibri e sulle regole definite nel recente rinnovo del CCNL TLC, nel tentativo, neppure troppo velato, di sostituire progressivamente le attività umane con l’intelligenza artificiale.
È arrivato il momento che istituzioni, imprese e sindacato affrontino il cambiamento non più soltanto a parole, ma con atti concreti. Ognuno deve fare la propria parte, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità di ciascuno, all’interno di una visione condivisa.
L’intera Federazione Fistel Cisl non si sottrarrà al confronto con il cambiamento. Oggi più che mai è necessario che tutti dimostrino lo stesso coraggio: le aziende, rappresentando con trasparenza le reali difficoltà; le istituzioni, con interventi strutturali realmente orientati a sostenere la trasformazione; il sindacato, condividendo e socializzando anche le verità più complesse, consapevoli che il percorso sarà impegnativo, ma che lo sarebbe ancora di più se ci limitasse a raccontare un mondo del lavoro che non esiste più con soluzioni che, seppur gradite nell’immediato alle persone, sono obsolete.
Per questo rilancio la proposta di una campagna di comunicazione congiunta all’interno delle aziende, con l’obiettivo di accompagnare il settore verso un cambiamento rapido e sostenibile, capace di tutelare l’occupazione e di offrire prospettive concrete per il futuro. Prospettive che, ad oggi, non sono ancora pienamente garantite per un comparto strategico per la transizione digitale del Paese».


