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Emilia Romagna. Pieri (Cisl): «Agenda digitale. Bene visione strategica e va nella giusta direzione l’osservatorio permanente»

28 Marzo 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Pieri (Cisl): «Agenda digitale. Bene visione strategica e va nella giusta direzione l’osservatorio permanente»

28 Marzo 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

«Abbiamo apprezzato la visione strategica della Regione sui temi dell’innovazione, delle infrastrutture digitali e dello sviluppo etico dell’intelligenza artificiale, e nello stesso tempo abbiamo sottolineato con forza l’importanza di porre sempre al centro del cambiamento il lavoro umano.

Proprio per questo è positiva l’annunciata costituzione di un Osservatorio permanente per valutare l’impatto dell’AI sul mondo del lavoro, che dovrà consentirci di lavorare in particolare sulle differenze di genere, le differenze tra generazioni e le differenze tra i differenti territori.

Solo così si potranno scongiurare i rischi di sostituzione dei lavoratori, di aggravio dei carichi lavorativi e di crescita di diseguaglianze e polarizzazione nei luoghi di lavoro e nelle comunità. La trasformazione digitale è ineludibile, ma occorre l’impegno di tutti per far sì che sia inclusiva, equa e focalizzata sulla qualità del lavoro. E in tutto ciò le parti sociali e la contrattazione possono giocare un ruolo determinante».


Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato della posizione che ha sostenuto la Cisl in  viale Aldo Moro durante l’audizione sull’ Agenda Digitale 2025-2029, il documento programmatico che indica le strategie per il territorio regionale su questi temi e che l’Assemblea legislativa ha approvato nei giorni scorsi.


Le istanze sostenute da via Milazzo hanno riguardato sia il settore pubblico sia quello privato. Per il primo, il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna ha ammonito che «l’innovazione venga collocata all’interno di una fase di riorganizzazione e con il supporto di molta formazione per i dipendenti. Solo così – ha detto – si potranno evitare eccessive esternalizzazioni». Mentre per il settore privato, tra i rischi da scongiurare indicati da Pieri ci sono quelli di “aumentare il divario tra piccole e grandi imprese, insieme a quelli di accrescere stress e controllo sui dipendenti e rischi occupazionali”.

«Per questo – ha sottolineato il sindacalista – chiediamo che gli incentivi dati alle aziende siano collegati a clausole occupazionali, a garanzia che non ci siano licenziamenti o riduzioni del personale».


In quest’ottica, l’organizzazione sindacale cislina ha accolto con favore che tra gli strumenti della nuova Agenda digitale ci sia la costituzione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro e non solo, strategico sia per conoscere i possibili effetti che dovessero verificarsi sia per approntare con solerzia le relative misure correttive. In particolare il sindacato di Pieri ha insisto su tre punti su cui lavorare.

Il primo riguarda le differenze di generevisto che al momento c’è una minor presenza femminile tra coloro che posseggono competenze digitali avanzate, di conseguenza occorre correre ai ripari con percorsi formativi dedicati.

Così come, ed è il secondo punto, bisogna attenuare le differenze tra generazioni e di conseguenza il pericolo per i lavoratori over 50 di essere esclusi dal mercato per carenza di conoscenze. Infine, il terzo punto indicato dalla Cisl a viale Aldo Moro si riferisce alla differenza tra i vari territori emiliano-romagnoli: ci sono aree interne e aree fragili che hanno meno infrastrutture anche di tipo digitale. Occorre lavorare con impegno per ridurre velocemente questo gap. «Molte valutazioni fatte dalla nostra organizzazione – ha chiosato il leader regionale della Cisl – sono stati recepite dalla Regione, altre speriamo che lo siano nel corso della fase attuativa dell’Agenda Digitale».

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