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Sicurezza. Dissesto idrogeologico, Vespia (Fns Cisl): «Basta rincorrere le emergenze, serve un piano nazionale di prevenzione strutturale»

15 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Sicurezza. Dissesto idrogeologico, Vespia (Fns Cisl): «Basta rincorrere le emergenze, serve un piano nazionale di prevenzione strutturale»

15 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

I dati emersi dal recente Rapporto Ance-Cresme e dall’analisi degli esperti del settore fotografano una realtà drammatica che la FNS CISL denuncia da tempo: l’Italia è un Paese che spende cifre astronomiche per riparare i danni, ma investe troppo poco per evitarli”. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fns Cisl Massimo Vespia.

“Negli ultimi 15 anni la spesa per i danni da dissesto idrogeologico è letteralmente volata, passando da 1 a 3,3 miliardi di euro l’anno. Considerando anche terremoti, incendi e siccità, il conto per il Paese sale alla cifra shock di 12 miliardi di euro annui.

Siamo di fronte ad un’inefficienza economica e sociale non più sostenibile. I dati dimostrano che il rapporto tra prevenzione ed emergenza è di 1 a 10. Tra il 2013 e il 2019 abbiamo speso 20 miliardi per gestire le calamità e solo 2 per prevenirle. Questo significa che ogni euro non investito oggi in manutenzione del territorio ci costerà dieci volte tanto domani in soccorso tecnico urgente e ricostruzione”.

Per la FNS CISL, che rappresenta le donne e gli uomini dei Vigili del Fuoco, l’approccio reattivo ha un costo che non è solo monetario: l’aumento degli eventi estremi costringe il sistema del soccorso a turni massacranti e a una gestione perpetua della crisi; operare in territori non messi in sicurezza aumenta esponenzialmente il pericolo per gli operatori del soccorso; senza opere idrauliche e manutenzione boschiva, anche il dispositivo di soccorso più avanzato fatica a contenere la furia degli elementi.

Alla luce dei 2,49 miliardi stanziati dal PNRR per la tutela del territorio e del fabbisogno stimato di 26 miliardi per la messa in sicurezza totale, la FNS CISL chiede al Governo e alle istituzioni di spostare il baricentro della spesa pubblica dai fondi per le “somme urgenze” a un piano decennale di manutenzione ordinaria e straordinaria; di integrare gli investimenti strutturali con il rafforzamento degli organici e dei mezzi dei Vigili del Fuoco, pilastro della risposta climatica; di investire in sistemi di monitoraggio del territorio che permettano interventi preventivi prima che il danno si manifesti.

Investire nella prevenzione non è una spesa, ma il miglior guadagno possibile per lo Stato. Salvare il territorio significa salvare vite umane, proteggere l’economia e, non ultimo, garantire a chi soccorre di poterlo fare in condizioni di massima efficacia e sicurezza”.

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