«La discussione in corso sulla riorganizzazione della geografia giudiziaria, con particolare riferimento al destino dei presidi territoriali minori, richiede grande equilibrio, senso di responsabilità e una valutazione approfondita degli effetti che eventuali scelte potrebbero determinare, soprattutto in contesti complessi come quello della Sardegna».
È quanto dichiara Mirko Idili, Segretario Confederale CISL Sardegna, intervenendo nel dibattito relativo alle ipotesi di revisione dell’assetto dei tribunali.
«La riduzione o la soppressione di presidi giudiziari minori rischia di produrre effetti negativi nei territori non solo sul piano dell’accesso alla giustizia, ma anche sul più ampio equilibrio sociale ed economico delle comunità locali, determinando un arretramento della presenza dello Stato e un indebolimento delle reti istituzionali» evidenzia il Segretario.
La CISL Sardegna ritiene necessario evitare approcci esclusivamente basati su criteri numerici o di razionalizzazione astratta. È invece fondamentale adottare una visione che tenga conto delle specificità territoriali e che garantisca il diritto effettivo dei cittadini ad accedere ai servizi in condizioni di equità.
«Per queste ragioni – conclude Idili – rivolgiamo un invito alla prudenza e alla responsabilità istituzionale, affinché ogni scelta sia accompagnata da un confronto ampio con i territori e da una valutazione concreta degli impatti».
L’obiettivo deve essere quello di coniugare efficienza organizzativa e prossimità dei servizi, evitando soluzioni che possano accentuare divari già esistenti.
Sardegna. Riforma della geografia giudiziaria, Idili (Cisl): «Serve prudenza, attenzione ai territori e valutazione degli impatti reali»
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