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Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Cisl Lazio: «Serve una sede stabile di confronto per affrontare i nodi strutturali del Paese»

12 Maggio 2026 | Primo Piano

Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Cisl Lazio: «Serve una sede stabile di confronto per affrontare i nodi strutturali del Paese»

12 Maggio 2026 | Primo Piano

«Il decreto lavoro contiene elementi importanti, ma dobbiamo dirlo con chiarezza: non può restare un intervento isolato. Deve essere l’inizio. Il primo tassello di un percorso più ampio. Perché il nodo dei salari bassi, del lavoro povero, della qualità dell’occupazione non si risolve con un singolo provvedimento. Richiede continuità, coerenza, una strategia lungimirante incentrata sulla corresponsabilità». Lo ha sottolineato oggi pomeriggio la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola concludendo il consiglio generale della Cisl Lazio.

«Qui si innesta la proposta del Patto sociale. Non un tavolo occasionale, ma una sede stabile in cui Governo, parti sociali e sistema produttivo si assumano insieme la responsabilità di affrontare i nodi strutturali del Paese: salari e produttività, investimenti e formazione, innovazione e sicurezza, sviluppo e coesione. Sono queste le dimensioni che devono stare insieme. Con uno sguardo che vada oltre il breve periodo, oltre la gestione dell’emergenza» ha aggiunto la leader Cisl.

«Il nuovo Documento di finanza pubblica ci restituisce l’immagine di una crescita debole, insufficiente a sostenere uno sviluppo robusto e inclusivo. Margini fiscali limitati, debito elevato, una struttura economica che continua a scontare problemi che conosciamo da tempo: produttività stagnante, salari bassi, domanda interna fragile. A questo si aggiungono le tensioni internazionali, l’aumento dei costi, le pressioni inflattive. Il rischio che abbiamo davanti è evidente: una fase in cui l’economia rallenta mentre i prezzi continuano a salire. Una combinazione che mette sotto pressione famiglie, imprese, territori» ha sottolineato Fumarola che nel suo intervento ha parlato anche dei temi regionali.

«ll Lazio è una regione plurale, fatta di vocazioni diverse, territori differenti tra loro, ma che formano un unico sistema di sfide e opportunità. Per riuscire a tenere insieme questa complessità- ha specificato- bisogna avere la capacità di stare dentro le questioni senza rifugiarsi in slogan populistici. Serve un sindacato che sappia parlare con tutti, senza scorciatoie e senza rinunciare ai propri valori e autonomia. È esattamente quello che la Cisl del Lazio ha dimostrato di saper fare, lavorando con impegno sui distretti industriali, sulla Zona logistica semplificata e sulla Zona franca doganale, con la capacità di presidiare crisi industriali complesse, a partire da quella di Stellantis, oltre a tutto il lavoro sulla partecipazione, che non è rimasto una parola, ma ha iniziato a diventare pratica concreta, anche grazie all’accordo che avete fatto con la Regione Lazio», ha aggiunto la numero uno Cisl.

«Le trasformazioni sono già in corso. E in una regione come il Lazio – con la sua concentrazione di lavoro pubblico, di servizi, di grandi aziende in settori strategici – il tema del governo delle transizioni tecnologiche, digitali, organizzative non è un dibattito teorico.
È una questione pratica che incide ogni giorno sulla qualità del lavoro e dei servizi.
La formazione continua, l’aggiornamento professionale, la valorizzazione delle competenze: non sono voci accessorie, sono la condizione per accompagnare il cambiamento senza scaricarlo sulle spalle di chi lavora».

Fumarola è tornata a parlare di salute e la sicurezza sul lavoro: una frontiera che non può mai passare in secondo piano. «A Marghera, il Primo Maggio, abbiamo ascoltato una mamma che ha vissuto la tragedia di perdere un figlio. Ogni infortunio, ogni morte sul lavoro, è un fallimento collettivo. Non una fatalità. Non un incidente statistico. Servono prevenzione, formazione, controlli, ma serve anche responsabilità condivisa. Sviluppo e lavoro non possono essere separati. Non esiste competitività se non passa dalla qualità del lavoro. Non esiste crescita vera se non produce coesione. Il Lazio ha bisogno esattamente di questo: politiche che tengano insieme infrastrutture, industria, territori. Ha bisogno di investimenti e della capacità di orientarli a obiettivi di progresso sociale», ha scandito la leader nazionale della Cisl.

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