«Oggi ci sono ben 12 città italiane con il bollino arancione, che indica temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono comportare effetti negativi sulla salute della popolazione. Domani le città saliranno a 15. Di fronte a questa prima ondata di caldo dell’anno è prioritario mettere a rischio i lavoratori più esposti, come quelli edili».
Lo dichiara Ottavio De Luca, segretario generale della Filca-Cisl nazionale.
«Ogni anno – spiega – nei cantieri ma anche nelle cave si verificano numerosi casi di malori legati allo stress termico, con un aumento degli incidenti. Giova ricordare che l’Inps dà la possibilità di bloccare i lavori nei cantieri e ricorrere alla Cassa integrazione o in presenza di una ordinanza territoriale o quando la temperatura percepita, anche in considerazione dell’attività svolta, mette a rischio la salute dei lavoratori.
Molte Regioni provvedono a emettere in modo tempestivo ordinanze per lo stop ai lavori nelle ore più calde, come ha fatto il Lazio.
Ma noi – sottolinea il sindacalista cislino – continuiamo a ripetere che il mutamento climatico non è più una condizione emergenziale o saltuaria ma è un fenomeno strutturale dell’ambiente con cui dobbiamo fare i conti in modo stabile. E invece tutto il sistema si basa su interruzioni straordinarie, i casi vengono trattati di volta in volta oppure sono legati a ordinanze di carattere emergenziale.
Per questo il tema non va affrontato solamente con risposte alle singole emergenze che il mutamento comporta, ma è necessario un approccio trasversale che parta dal tema centrale: la salute e la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini, delle persone.
Ci vuole un affondo normativo che incida su tutti quei campi dell’attività e della pianificazione del lavoro e che affronti questo cambiamento per quello che è: la nuova realtà climatica e, di conseguenza, il mutamento dell’ambiente di lavoro. Un ambiente che ha insito un rischio sanitario importante: ci sono molte malattie professionali legate all’esposizione al sole, tra le più gravi il melanoma.
Garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire da quelli più a rischio come cave e cantieri, resta la priorità della nostra azione sindacale e deve vedere l’impegno di tutti i protagonisti, aziende, sindacato e istituzioni», conclude De Luca.






