«I dati recenti di Bankitalia parlano di una crescita troppo debole per la Liguria. L’occupazione dà segnali positivi, ma non sul piano della qualità. Anche il terziario tiene e il turismo continua a essere una risorsa decisiva, ma il quadro resta fragile». E’ quanto ha sottolineato oggi a Genova la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, al Consiglio Generale della Cisl Liguria tracciando un quadro economico e sociale della regione ed evidenziando luci e ombre della fase attuale.
La leader CISL ha evidenziato come investimenti insufficienti, difficoltà del comparto industriale e rallentamento dell’edilizia impongano una strategia di sviluppo più forte e strutturata: «Non basta galleggiare. Serve una visione capace di legare infrastrutture, industria, energia, portualità, turismo, servizi, aree interne e lavoro stabile».
Al centro dell’intervento il tema delle infrastrutture strategiche per il territorio ligure e per l’intero Paese: dalla nuova diga foranea di Genova al Terzo Valico, dalla Gronda al nodo ferroviario e ai collegamenti con il Nord-Ovest e l’Europa. «Sono opere decisive non solo per le merci, ma per la competitività delle imprese, l’occupazione e la qualità della vita dei cittadini», ha affermato Fumarola.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al sistema portuale ligure, definito «una piattaforma nazionale ed europea», chiamata ad affrontare le sfide dell’automazione, della competizione globale e della concentrazione dei grandi operatori. «La portualità del futuro – ha detto – dovrà essere non solo più veloce e competitiva, ma anche più sicura, qualificata e partecipata».
Nel corso del suo intervento, Fumarola ha richiamato inoltre la centralità della vertenza ex Ilva di Cornigliano: «Non è solo una questione aziendale, ma una prova della capacità del Paese di difendere una filiera strategica e salvaguardare occupazione e continuità produttiva».
Sul tema dei salari, la segretaria generale della CISL ha ribadito la centralità della contrattazione: «I salari si aumentano innanzitutto rinnovando tutti i contratti. La leva contrattuale è fondamentale, così come la partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Dove lavoratrici e lavoratori partecipano alle scelte dell’impresa si riescono a costruire risposte più efficaci, anche nelle fasi più delicate».
Secondo Fumarola servono inoltre «investimenti in innovazione e produttività, da redistribuire sui salari anche attraverso la contrattazione decentrata e possibili interventi di riduzione degli orari di lavoro». Necessaria anche «una nuova politica espansiva dei redditi capace di sostenere stipendi e pensioni nel recupero del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione».
La leader della CISL ha poi rilanciato il tema del “patto della responsabilità”: «Quando il presidente Orsini ieri ha riproposto questo tema, noi abbiamo risposto subito: ci siamo. È una proposta che la CISL aveva già avanzato al proprio congresso. Ora è il momento di sedersi attorno a un tavolo tra Governo, imprese e sindacati per costruire una visione condivisa del futuro del Paese».
Ampio spazio anche alla sicurezza sul lavoro dopo gli ultimi incidenti mortali: «Purtroppo continuiamo a registrare una scia di sangue inaccettabile. Servono più formazione, più controlli, più ispezioni, un maggiore protagonismo dei rappresentanti della sicurezza e una vera strategia nazionale condivisa. La sicurezza non è un costo ma un investimento sulla vita, sulla qualità del lavoro e dell’impresa».
Sul fronte energetico, Fumarola ha espresso apprezzamento per gli interventi del Governo contro il caro energia, pur definendoli «provvedimenti tampone». La CISL propone «la creazione di un fondo europeo comune per gli acquisti energetici» e si dice disponibile ad approfondire anche il tema del nucleare di nuova generazione: «Bisogna iniziare a costruire oggi le soluzioni per il futuro».
Infine, la segretaria generale della CISL ha richiamato la necessità di una strategia complessiva che comprenda politica industriale, piano casa, sanità, previdenza e riforma fiscale: «Serve un fisco sempre più progressivo che alleggerisca il peso su lavoratori dipendenti e pensionati. Il nostro Paese ha bisogno di crescita, investimenti e visione. E il lavoro deve tornare al centro».











