La CISL FP Taranto Brindisi esprime forte preoccupazione per i recenti episodi verificatisi presso i Servizi Sociali del Comune di Taranto e non solo, e richiama l’attenzione dell’Amministrazione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
«Quando un operatore pubblico viene aggredito o costretto a lavorare in un clima di costante tensione non siamo di fronte a un episodio isolato, ma a un problema che riguarda l’organizzazione dei servizi e la tutela del personale», dichiara Fabio Ligonzo, Segretario Aziendale CISL FP del Comune di Taranto.
Secondo la CISL FP, la situazione si è aggravata negli ultimi anni anche a seguito dell’integrazione delle Politiche Abitative nei Servizi Sociali.
«Avevamo già evidenziato le criticità di questa scelta organizzativa», afferma Umberto Renna, Segretario Territoriale CISL FP Taranto Brindisi. «Le problematiche sociali e abitative generano inevitabilmente tensioni che finiscono per ricadere sugli operatori, chiamati a gestire situazioni complesse senza avere spesso gli strumenti per fornire risposte immediate».
Per il sindacato il problema non riguarda soltanto i Servizi Sociali.
«In diverse Direzioni comunali i dipendenti si trovano sempre più spesso ad affrontare utenti esasperati che non comprendono procedure, tempi amministrativi o limiti normativi dell’Ente», sottolinea Ligonzo.
«Troppo spesso la rabbia dei cittadini si scarica sull’unico volto visibile dell’Amministrazione: il lavoratore pubblico».
La CISL FP chiede quindi all’Amministrazione comunale di aprire con urgenza un tavolo di confronto per verificare l’impatto organizzativo delle scelte adottate, aggiornare la valutazione dei rischi, rafforzare le misure di sicurezza e tutelare il personale maggiormente esposto, così come emerso e deliberato in assemblea.
«Difendere le lavoratrici e i lavoratori significa difendere la qualità dei servizi pubblici», conclude Ligonzo e Renna. «Non può esserci una Pubblica Amministrazione efficiente se chi vi opera è costretto a lavorare nella paura o nella costante preoccupazione di subire aggressioni. Dietro ogni sportello ci sono donne e uomini che meritano rispetto, tutela e riconoscimento»






