Si è conclusa oggi, venerdì 5 giugno 2026, la Staffetta Cisl “Territori in Dialogo – Proposte Cisl per lo sviluppo del Piemonte”, con la quarta e ultima tappa ospitata al Kavallotta di Novara. Il tema scelto dalla Cisl Piemonte Orientale per chiudere il percorso itinerante è tra i più strategici del momento: microchip e intelligenza artificiale, con il titolo evocativo “Quando il silicio pensa”.
Istituzioni, imprese, sindacato e mondo accademico si sono confrontati sulle trasformazioni che le nuove tecnologie stanno imprimendo all’economia, al lavoro e alla competitività industriale del territorio.
Ad aprire i lavori, il Segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti e l’economista Mauro Zangola, con un’analisi approfondita del quadrante Biella-Novara-Verbania-Vercelli. Ha moderato l’incontro con le istituzioni e il mondo imprenditoriale la Segretaria regionale Cisl Cristina Maccari.
Al confronto hanno partecipato Daniela Cameroni (Assessore Regione Piemonte), Roberto Moriondo (Direttore Generale del Comune di Novara) e Giacomo Balduzzi (ricercatore in Sociologia generale, Università del Piemonte Orientale). Per il mondo imprenditoriale sono intervenuti Marco Sciamanna (Vicepresidente Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia), Paola Pansini (Direttore Generale API Novara, VCO e Vercelli), Manuele Venaruzzo (Vicepresidente CNA Piemonte Nord) e Amleto Impaloni (Segretario e Direttore Confartigianato Piemonte Orientale). Le conclusioni sono state affidate a Elena Ugazio, Segretaria generale CISL Piemonte Orientale.
IL QUADRANTE IN NUMERI: LA FOTOGRAFIA DI ZANGOLA
L’analisi dell’economista Mauro Zangola ha offerto una radiografia aggiornata delle quattro province del Piemonte Orientale, mettendo in evidenza luci e ombre di un territorio che affronta la transizione tecnologica con una struttura produttiva solida ma con fragilità demografiche che non si possono ignorare.
Novara è la provincia più dinamica del quadrante. Con 365.930 abitanti, è l’unica delle quattro a registrare una crescita demografica significativa nel 2025 (+1.790 residenti), trainata soprattutto dai flussi migratori dall’estero (+2.857). Il PIL si attesta a 13,2 miliardi di euro, con una crescita reale del 10,1% tra il 2015 e il 2023, e un PIL pro capite di 36.231 euro che la pone al terzo posto in Piemonte, dopo Cuneo e Torino. Gli occupati sono 161mila, cresciuti di 4mila unità rispetto al 2024, con un tasso di disoccupazione sceso al 4,4%. Una nota critica arriva dal fronte giovanile: solo il 39,7% dei 15-29enni risulta occupato, con un gender gap di quasi 8 punti a svantaggio delle ragazze.
Le altre province del quadrante mostrano dinamiche più complesse. Vercelli (166.166 abitanti, PIL pro capite 33.956 euro) segnala un calo della disoccupazione giovanile particolarmente significativo nella fascia 15-24 anni, dal 26,3% al 9,5%, e una crescita dell’occupazione di 2 mila unità tra il 2024 e il 2025. Il Verbano Cusio Ossola si distingue per il tasso di disoccupazione più basso del Piemonte (2,8%) e per la sua vocazione terziaria (i Servizi valgono il 73,9% degli occupati), con 69mila lavoratori attivi. Biella, con 168.233 abitanti, detiene il primato negativo dell’indice di vecchiaia più alto d’Italia – 324,1, oltre tre anziani per ogni giovane e 73mila occupati con un tasso di occupazione del 70,5%.
DATI SUL PIEMONTE ORIENTALE
IL BILANCIO DEMOGRAFICO
Nel corso del 2025 la popolazione dell’Area è cresciuta di 1.355 unità, risultato dell’aumento dei residenti a Novara (+1790) e a Vercelli (+256) e del calo dei residenti nel VCO (-606) e a Biella (-85). L’aumento dei residenti è da imputare ai valori positivi del saldo migratorio interno (+1.907) e del saldo migratorio con l’estero (+5.807) che hanno compensato il saldo naturale (nati-morti) ancora molto negativo (-6.359).
Per effetto di questi andamenti nel corso del 2025, il Piemonte Orientale ha registrato 7.714 nuovi residenti provenienti da fuori Area e dall’estero, 4.658 nascite e 11.017 decessi.
Secondo le stime ISTAT, il Piemonte Orientale perderà 63.560 residenti entro il 2050 (-7,4%), la perdita maggiore, in termini percentuali, è prevista per la provincia di Biella (-12,6%).
LA DENATALITÀ
Il Piemonte Orientale deve fare i conti con una progressiva riduzione delle nascite. Tra il 1999 e il 2025 i nati sono diminuiti di 2.274 unità (-32,9%). Un fenomeno comune a tutte le province più accentuato in termini percentuali a Biella (-46,3%) e meno accentuato a Novara (-25,1%).
L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE
Nel Piemonte Orientale è in atto da tempo un processo di invecchiamento della popolazione messo in evidenza dall’indice di vecchiaia dato dal rapporto moltiplicato per cento tra gli ultra sessantacinquenni e i giovani fino a 14 anni. Nel Piemonte Orientale l’indice è 279,1, vale a dire che ci sono 2,8 anziani per un giovane. La provincia più “anziana” è Biella con un indice di vecchiaia pari a 324,1; la più “giovane” Novara con l’indice pari a 222,1.
L’invecchiamento della popolazione ha molteplici cause. Tra queste segnaliamo l’aumento della speranza di vita, cioè il numero di anni che una persona può prevedere di vivere. Oggi, nel Piemonte Orientale è di 83,3 anni: 85,4 per le donne, 81,4 per gli uomini. Valori molto simili si riscontrano nelle 4 province.
Secondo le stime ISTAT nel 2050, l’indice di vecchiaia del Piemonte Orientale salirà a 327,3, con punte pari a 353,3 nel Verbano Cusio Ossola e 346,3 nel Biellese.
L’invecchiamento della popolazione ha anche pesanti conseguenze sul piano economico e sociale: aumentano gli individui a carico di chi lavora; si fa sempre più difficoltoso il ricambio della popolazione attiva.
IL BENESSERE ECONOMICO
Nel 2023 il Piemonte Orientale ha prodotto complessivamente un PIL pari a 28,9 miliardi di euro, il 18,5% del totale regionale. Poco meno della metà del PIL dell’area è stato prodotto nella provincia di Novara (13,2 miliardi).
Tra il 2015 e il 2023 il PIL prodotto è cresciuto, al netto dell’inflazione, del 5,4% con una punta del +10,1% a Novara.
Nel 2023 il PIL per abitante nel Piemonte Orientale è stato in media pari a 32.362, il confronto fra le performance delle province vede al primo posto Novara, con un Pil per abitante di 36.231 euro e all’ultimo il Verbano Cusio Ossola, con un Pil per abitante di 29.018 euro, poco sotto quello di Biella (30.011 euro).
Nel caso specifico del VCO, il dato riferito al PIL pro capite risulta poco significativo perché non tiene conto dei redditi prodotti e guadagnati fuori provincia grazie al fenomeno dei transfrontalieri. Per fotografare la situazione reale bisognerebbe disporre del dato relativo al reddito disponibile delle famiglie noto solo a livello regionale.
LA STRUTTURA PRODUTTIVA
Nell’arco dei decenni la struttura produttiva del Piemonte Orientale, come quella delle altre aree del Piemonte, è profondamente cambiata. Oggi il settore più importante è quello dei Servizi che fornice il 65% del Valore Aggiunto prodotto e da lavoro al 72,7% del totale degli occupati. Una presenza importante, anche se ridotta nel corso degli anni, ha l’Industria che fornisce un quarto del Valore aggiunto e assorbe un quarto degli occupati. Relativamente stabile attorno al 6-7% è il contributo delle settore delle Costruzioni e non trascurabile è l’apporto dell’Agricoltura che assorbe il 4% degli occupati.
Comune a tutte e 4 le province è la progressiva e rapida terziarizzazione della struttura produttiva, con intensità che varia tuttavia a seconda del peso che mantengono gli altri settori nelle varie realtà.
La presenza del terziario ad esempio è molto più alta nel VCO; quella dell’industria sfiora il 30% a Novara, quella dell’Agricoltura sfiora il 6% a Vercelli, quella della Costruzioni sale al 7,5% a Novara.
IL LAVORO
Nel 2025 gli occupati del Piemonte Orientale sono 393mila. Il 20,0% del totale regionale. Due terzi lavorano in provincia di Novara.
In un anno, tra il 2025 e il 2024, gli occupati sono cresciuti di 7mila unità grazie al contributo delle Costruzioni (+3mila addetti a Novara) e del settore dei Servizi (+ 4mila). Nell’Industria e in Agricoltura gli occupati sono rimasti stabili.
Nel Piemonte Orientale lavora il 69% dei 15-64enni, ma solo il 23,7% dei 15-24enni e il 41,1% del 15-29enni. I giovani lavorano di più a Biella dove il tasso di occupazione dei più giovani sfiora il 30,0%.
Il divario di genere a svantaggio delle donne è di 11,9 punti tra i 15-64enni; sale a 15,1 punti a Novara e scende a 6,8 punti a Biella. Il divario di genere a svantaggio delle ragazze è di 8,5 punti tra i 15-24enni (2,8 a Vercelli) e sale a 12,4 punti tra i 15-29enni con una punta di 17,0 punti a Biella.
DICHIARAZIONI DEI SEGRETARI CISL LUCA CARETTI ED ELENA UGAZIO
«L’ultima tappa della Staffetta – afferma il Segretario generale Cisl Luca Caretti – ci porta nel cuore di un territorio che conosce bene il significato di fare i conti con la storia industriale e con il futuro. Il Piemonte Orientale ha numeri che raccontano una duplice realtà: una capacità produttiva seria, una vivacità novarese che emerge con chiarezza dai dati, ma anche fragilità demografiche che non possiamo permetterci di ignorare. Quasi tre anziani per ogni giovane, un tasso di fecondità all’uno virgola uno, intere province che perdono residenti: sono i numeri di un territorio che invecchia mentre deve affrontare la transizione più impegnativa degli ultimi decenni. Il progetto Silicon Box è un’opportunità concreta, e la Cisl vuole esserci — non come spettatrice, ma come parte attiva di una negoziazione seria su qualità del lavoro, diritti e inclusione territoriale».
Per la Segretaria generale Cisl Piemonte Orientale, Elena Ugazio: «Novara e il Piemonte Orientale sono un laboratorio straordinario per capire come l’innovazione tecnologica può incidere sul tessuto produttivo locale. Silicon Box non è solo un grande investimento produttivo: è una scommessa sul futuro di un’area che nei dati di Zangola mostra insieme i suoi punti di forza – la dinamicità novarese, il mercato del lavoro che cresce, l’attrattività migratoria – e le sue vulnerabilità più profonde: un indice di vecchiaia che a Biella non ha eguali in Italia, giovani che faticano a trovare posto nel mercato del lavoro, un gender gap che nelle fasce giovanili è ancora troppo ampio. Il progetto Silicon Box è un’opportunità di sviluppo che va colta, accompagnata, negoziata e governata. E la Cisl Piemonte Orientale è pronta a dare il suo contributo».






