Nuovi preoccupanti risvolti per il futuro del gruppo Realco, per i cui asset principali non c’è stata alcuna offerta durante l’asta di ieri.
È quanto emerso nell’udienza del 10 giugno, che si è tenuta al tribunale di Bologna, nell’ambito della procedura di vendita avviata dalla cooperativa proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy. Il percorso concordatario avviato a seguito della grave crisi economico-finanziaria che ha investito il gruppo subisce quindi una brusca frenata.
L’esito dell’asta ha evidenziato l’assenza di offerte per i lotti da 1 a 4, compreso quello che racchiudeva la parte più consistente del patrimonio aziendale, costituita dalla rete commerciale, dal centro distributivo e dagli immobili di proprietà.
L’unica offerta presentata, invece, riguarda il Lotto 5, relativo a nove punti vendita e ai rispettivi rami d’azienda, da parte di Nordovest Insieme Srl e Supermercati San Giorgio Srl.
«L’esito dell’asta rappresenta un passaggio estremamente significativo nella vicenda Realco», dichiarano unitariamente le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. «Il fatto che non siano arrivate offerte per i principali asset aziendali conferma tutte le difficoltà che da tempo stiamo denunciando e apre una fase di forte incertezza».
Per le organizzazioni sindacali, il mancato interesse per la parte principale del Gruppo impone ora una riflessione approfondita sulle prospettive della procedura e sulle garanzie occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
«Parliamo di un passaggio – aggiungono – che non può essere sottovalutato. L’asta avrebbe dovuto rappresentare un momento decisivo per individuare possibili soluzioni industriali». «L’assenza di offerte sui lotti principali rende invece ancora più complesso il quadro e aumenta le preoccupazioni sul futuro dell’azienda», proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Particolare attenzione è ora rivolta alla scadenza di domani, 12 giugno, per la presentazione del piano concordatario, che potrebbe fornire indicazioni più precise sulle prospettive della società e sugli strumenti che potranno essere messi in campo per salvaguardare l’occupazione.
«Le lavoratrici e i lavoratori stanno vivendo da mesi una situazione di forte incertezza. È indispensabile che ogni passaggio della procedura abbia come priorità la tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle condizioni contrattuali ed economiche del personale», sottolineano le tre organizzazioni sindacali.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs annunciano, inoltre, che chiederanno la riconvocazione del tavolo di salvaguardia a Regione Emilia-Romagna.
«È necessario riaprire immediatamente il confronto con tutte le istituzioni coinvolte. Serve il massimo impegno per individuare ogni possibile soluzione utile a difendere il lavoro, le professionalità e il presidio occupazionale rappresentato da Realco sui territori».






