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Farmacie speciali. Sciopero all’80% per il rinnovo del contratto

17 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

Farmacie speciali. Sciopero all’80% per il rinnovo del contratto

17 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

Straordinaria adesione alla giornata di sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle Farmacie Speciali, oltre 6mila farmaciste, farmacisti e collaboratori dipendenti delle circa 1.700 imprese gestite o partecipate dagli Enti Locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso e laboratori farmaceutici, prevalentemente concentrate nel Centro Nord Italia.

La mobilitazione, indetta dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, ha registrato una media nazionale di adesione dell’80%, con punte del 90% e del 100% in diverse realtà territoriali e una partecipazione diffusa alle iniziative promosse in tutto il Paese.

Alla base della protesta lo stallo dei negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024, e l’assenza di risposte adeguate sul piano economico e normativo rispetto alle richieste avanzate unitariamente dalle organizzazioni sindacali.

Dal Veneto al Piemonte, passando per Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Liguria, Umbria, Abruzzo e Trentino-Alto Adige, numerosi i presìdi e le iniziative promosse nelle piazze italiane a sostegno della vertenza. In diverse realtà territoriali l’adesione ha raggiunto livelli particolarmente elevati, con una quota significativa di farmacie speciali rimaste chiuse.

Nel pieno rispetto della normativa che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le farmacie di turno hanno regolarmente garantito i servizi indispensabili e l’assistenza farmaceutica alla cittadinanza.

Il pieno esercizio del diritto di sciopero non ha mai avuto, né potrebbe avere, l’obiettivo di privare i cittadini di un presidio sanitario di eccellenza e di prossimità come quello assicurato dalle farmacie pubbliche, ma intende richiamare l’attenzione sul valore professionale delle lavoratrici e dei lavoratori che quel servizio garantiscono quotidianamente.

Parallelamente alla mobilitazione, le organizzazioni sindacali hanno promosso a livello territoriale iniziative di sensibilizzazione e interlocuzione con sindaci, Regioni e istituzioni locali per richiamare l’attenzione sul futuro delle farmacie pubbliche e sulla necessità di sostenere un rinnovo contrattuale capace di riconoscere il valore delle professionalità impegnate quotidianamente nei servizi di prossimità.

Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs la vertenza non riguarda soltanto il rinnovo di un contratto scaduto da oltre un anno, ma investe direttamente la qualità, la tenuta e la credibilità di un presidio pubblico essenziale per le comunità locali.

Al centro delle rivendicazioni sindacali il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori delle farmacie pubbliche nell’ambito della farmacia dei servizi e dell’assistenza sanitaria di prossimità.

Per i sindacati il significativo dato di adesione registrato su tutto il territorio nazionale rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile rivolto ad Assofarm e agli Enti Locali.

Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno espresso con forza la richiesta di un rinnovo contrattuale che riconosca il valore del lavoro svolto quotidianamente nelle farmacie pubbliche e il ruolo strategico assunto dal servizio farmaceutico territoriale.

Le organizzazioni sindacali chiedono ora la rapida riapertura del confronto negoziale, nella convinzione che il risultato della significativa partecipazione alla mobilitazione non possa essere ignorato.

Dopo oltre un anno dalla scadenza del contratto, è necessario avviare una fase di trattativa capace di dare risposte concrete sul piano salariale, professionale e normativo alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.

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