Taranto vive un periodo di cambio d’abito dovuto ai non pochi cantieri presenti in contemporanea sul territorio, in virtù della costruenda linea BRT (Bus Rapid Transit) e della realizzazione di infrastrutture sportive per i Giochi del Mediterraneo che prenderanno il via tra circa 50 giorni.
«E’ una fase di rinascita, di speranza, di miglioramento economico sociale anche in relazione al fatto che a breve ci sarà restituita una stazione ferroviaria rinnovata, grazie ai fondi del PNRR, per quanto il rischio reale è che la città e la stessa stazione siano sempre più povere di collegamenti ferroviari e senza più nessun servizio ausiliario, come la stazione di lavaggio, dislocato da Taranto a Lecce ivi compreso il personale tarantino che vi prestava servizio».
E’ quanto denunciano Antonio Baldassarre, segretario generale Cisl Taranto Brindisi e Gianluca Semitaio, segretario Fit Cisl Taranto.
È noto che «durante la chiusura della linea Taranto–Metaponto–Potenza–Roma, per lavori manutentivi – proseguono i due segretari “era stato attivato un collegamento sostitutivo via Bari e Foggia verso Roma che, dopo mesi, sarebbe diventato collegamento stabile, con una Freccia destinata a partire da Taranto. Invece è accaduto l’esatto contrario: il treno è stato prolungato fino a Lecce, lasciando Taranto completamente esclusa ribadendo la volontà di trasferire tutto nel capoluogo salentino».
Insomma «l’ennesimo schiaffo al territorio ionico che continua a perdere collegamenti strategici verso Roma e il Nord Italia, proprio mentre altre città vedono crescere i servizi ferroviari. Situazione che penalizza studenti, lavoratori, imprese e turismo, aggravando ulteriormente l’isolamento di un territorio che già affronta enormi difficoltà economiche e occupazionali».
Ad aggravare la situazione «il ridimensionamento del Frecciarossa 9414, collegamento fondamentale tra Taranto, Roma e Milano via Potenza, che rappresentava una delle poche alternative dirette verso il Nord Italia e che non partirà più da Taranto bensì da Metaponto – sottolineano ancora Baldassarre e Semitaio – ed inoltre, quanto alle più volte denunciate carenze infrastrutturali, l’ammodernamento della Stazione di Taranto non può essere legato solamente al patrimonio immobiliare ma occorrono, ancor più adesso, investimenti concreti sui binari, sugli impianti e sulle infrastrutture di esercizio, se si vuol parlare di futuro e di Alta Velocità anche per Taranto».
Cisl Taranto Brindisi e Fit Cisl Taranto, dunque, sollecitano un intervento immediato delle istituzioni locali Comune e Provincia, mediante l’istituzione di un tavolo tecnico incentrato sulla questione della mobilità tarantina da inserire anche nell’ambito della “Vertenza Taranto”.
«Non possiamo più aspettare, giacché Taranto oggi è esclusa dalle principali direttrici ferroviarie nazionali con il rischio aggiuntivo che venga penalizzata e mortificata anche in occasione dei Giochi del Mediterraneo, con una caduta d’immagine e ripercussioni negative sull’economia locale che aspettava con ansia un evento internazionale – concludono Baldassarre e Semitaio – così come, legittimamente, più infrastrutture efficienti e collegamenti adeguati al fine di rendere esigibile il diritto costituzionale alla mobilità».






