Dopo mesi di lavoro tecnico e un’attesa dovuta alle verifiche del MEF, è stato finalmente approvato il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 (PNP) con intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni e Province autonome di Trento-Bolzano.
Come più volte evidenziato, il PNP è uno dei principali strumenti di programmazione nazionale, dentro il quale sono definiti i principali obbiettivi e le azioni conseguenti al fine di guidare tutte le attività di prevenzione e promozione della salute che il SSN deve garantire in modo uniforme sul territorio italiano; è lo strumento centrale con cui lo Stato definisce sul tema priorità, obiettivi, programmi e standard che Regioni e Province autonome devono poi tradurre, attraverso l’adozione dei loro Piani Regionali della Prevenzione (PRP).
Nell’evidenziare l’importanza di un’attenta lettura non solo del PNP 2026-2031, ma anche dell’intesa Stato-Regioni, nella quale sono fissati gli impegni e le scadenze a cui le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sono chiamate, riteniamo utile evidenziare alcuni aspetti utili alla valutazione e al confronto Regionale e Territoriale.
Considerato il cronoprogramma di cui all’art. 1 dell’intesa Stato-Regioni, suggeriamo alle USR, in raccordo con le Federazioni di Categoria interessate, di richiedere formalmente e tempestivamente l’apertura del confronto con le rispettive Regioni, al fine di condividere gli obbiettivi della pianificazione regionale, prima della scadenza del 30 settembre 2026, data entro la quale le Regioni dovranno inserire nella piattaforma nazionale web-based (PF), già utilizzata nel precedente periodo e confermata come strumento vincolante, gli elementi necessari a valutare la correttezza e corrispondenza della pianificazione regionale agli obbiettivi generali fissati dal PNP.
L’adozione, con atto formale, dei nuovi Piani regionali di prevenzione (PRP) dovrà avvenire, perentoriamente, entro il 31 dicembre 2026.
Il nuovo PNP 2026-2031, e i conseguenti PRP, sono chiamati a rafforzare gli interventi tradizionali e i risultati ottenuti, in continuità con l’approccio One Health, già richiamato nelle precedenti programmazioni e oggi ancor più rilevante per affrontare in maniera sistemica e coordinata le connessioni tra salute umana, animale e ambientale.
Il PRP resta lo strumento operativo per l’attuazione dei LEA dell’area “Prevenzione collettiva e sanità pubblica” (Allegato 1 del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 recante “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”), che va ora strutturalmente integrato nella rete territoriale prevista dal DM 77/2022, presupposto fondamentale per garantire prossimità, accessibilità e continuità degli interventi di prevenzione, a partire dagli screening oncologici, le vaccinazioni, la promozione di stili di vita salutari, la sfida dell’invecchiamento attivo.
Il PNP 2026-2031 si configura come cornice strategica che integra e orienta i principali Piani di settore, che spaziano dalla cronicità alla salute mentale, dalla sicurezza alimentare all’antimicrobico-resistenza, fino alla prevenzione nei luoghi di lavoro e alla tutela ambientale, favorendone il collegamento e l’integrazione.
Conseguentemente anche i PRP dovranno agire in tale direzione anche con l’obbiettivo di superare le disparità, oggi significativamente presenti tra le Regioni, con disuguaglianze nell’accesso ai servizi e nella qualità degli interventi, punto che per noi rimane una sfida prioritaria per garantire equità e omogeneità su scala nazionale.
Richiama la necessità di azioni trasversali attinenti l’intersettorialità, la formazione, la comunicazione, l’equità.
In particolare ci preme sottolineare ancora una volta l’importanza dell’uso del “profilo di salute ed equità della comunità” previsto dai LEA di Prevenzione collettiva (DPCM 12 gennaio 2017) quale strumento strategico per la pianificazione regionale e locale, capace di orientare la programmazione verso equità, intersettorialità, responsabilità e trasparenza, utile a garantire interventi di prevenzione realmente equi.
La raccolta di dati epidemiologici, demografici, socioeconomici, comportamentali e organizzativi, permette di:
- descrivere il contesto e lo stato di salute della popolazione;
- confrontare i bisogni reali con l’offerta dei servizi;
- monitorare nel tempo i cambiamenti del contesto e della salute;
- valutare l’efficacia delle azioni intraprese.
Il documento detta linee precise in termini di pianificazione, monitoraggio e valutazione del PNP e dei Piani Regionali della Prevenzione (PRP) che trovate declinati nel capitolo 4. La coerenza e la continuità tra il PNP e i PRP sono assicurate da un Quadro Logico di riferimento (QLr), che organizza la pianificazione sui due livelli (Tabella 1 a pag. 15 del PNP):
1. Quadro Logico centrale (QLc), che costituisce l’architettura del PNP, attraverso cui viene definita la strategia nazionale condivisa tra Stato e Regioni in materia di prevenzione e promozione della salute, orientando la programmazione regionale;
2. Quadro Logico Regionale (QLr), che costituisce la struttura dei PRP, mediante la quale la strategia nazionale viene tradotta in operatività sul territorio regionale.
Nel nuovo PNP vengono individuati 7 Macro Obbiettivi (MO) che identificano le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica quali:
MO1 Malattie croniche non trasmissibili;
MO2 Dipendenze e problemi correlati;
MO3 Incidenti domestici e stradali;
MO4 Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori;
MO5 Ambiente, clima e salute;
MO6 Malattie infettive prioritarie;
MO7 Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
Vengono poi definiti:
- gli “Obiettivi strategici”, che individuano i traguardi operativi misurabili da perseguire all’interno di ciascun Macro Obiettivo;
- le “Linee strategiche”, che specificano le direttrici di azione, strumentali al raggiungimento degli Obiettivi strategici;
- i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) di riferimento (DPCM 12 gennaio 2017), che costituiscono la cornice di garanzia del sistema di prevenzione;
- gli Indicatori degli Obiettivi strategici, che misurano il raggiungimento degli Obiettivi strategici a livello nazionale e regionale.
L’ossatura operativa del PNP è costituita dai 14 Programmi predefiniti (PP), come dettagliati al capitolo 7, vincolanti e con uguali caratteristiche per tutte le Regioni, che saranno monitorati attraverso indicatori (e relativi valori attesi) predefiniti, che dovranno essere attuati a livello territoriale quali:
• PP1: Scuole che Promuovono Salute;
• PP2: Comunità attive;
• PP3: Luoghi di lavoro che promuovono salute;
• PP4: Dipendenze;
• PP5: Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
• PP6: Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali;
• PP7: Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro;
• PP8: Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori;
• PP9: Ambiente, clima e salute;
• PP10: Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano;
• PP11: Prevenzione nella gestione integrata della cronicità;
• PP12: Promozione della salute nei primi mille giorni;
• PP13: Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione;
• PP14: Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia.
Il nuovo PNP introduce inoltre un sistema di monitoraggio più rigoroso, sul quale riteniamo necessario porre particolare attenzione, anche al fine di valutare la reale efficacia sia degli interventi programmati che dell’organizzazione strutturata.
Per ogni programma verranno definiti almeno un obiettivo “tracciante”, considerato prioritario per l’impatto sui determinanti di salute o sul funzionamento del sistema di prevenzione, e almeno un indicatore di copertura, finalizzato a misurare l’effettivo raggiungimento di persone, strutture o operatori da parte degli interventi programmati.
In merito alle risorse, l’Intesa Stato-Regioni conferma, per il periodo 2026-2031 lo stanziamento di 200 mln/€. annui per la piena attuazione del Piano, che si aggiungono alle risorse già stanziate sulla quota vincolata per gli obiettivi del Piano sanitario nazionale e agli ulteriori 50 mln/€. previsti dalla L. 199/2025 per il potenziamento delle attività di prevenzione.
Nell’esprimere una valutazione complessivamente positiva sugli obbiettivi del PNP 2026-2031, dobbiamo però evidenziare lo scarso incremento delle risorse complessivamente disponibili e destinate alla prevenzione, sulle quali sarà necessario continuare un’opera di irrobustimento.








