“La morte dell’operaio avvenuta ieri pomeriggio alla Romanina e di cui abbiamo appreso la notizia questa mattina, ci colpisce profondamente. Alla sua famiglia e ai suoi colleghi va il nostro abbraccio e la vicinanza di tutta la CISL Roma Capitale Rieti, in un momento di dolore che nessuna parola può davvero alleviare”.
Così, in una nota, Rosita Pelecca, segretaria generale Cisl Roma Capitale Rieti.
“C’è però una domanda che non possiamo smettere di porci: cosa si sarebbe potuto fare affinché quest’uomo tornasse a casa ieri sera?
È una domanda che riguarda tutti, perché ogni incidente sul lavoro ci obbliga a interrogarci non solo sulle responsabilità che saranno accertate, ma anche sulla capacità del nostro sistema di prevenire i rischi prima che sia troppo tardi.
Per questo non possiamo limitarci al cordoglio. Vogliamo che ogni tragedia produca un cambiamento concreto nei luoghi di lavoro: più attenzione, più organizzazione, più formazione, più manutenzione, più controlli e una valutazione dei rischi che non sia un documento da archiviare, ma uno strumento vivo.
Il lavoro deve essere il luogo in cui si costruisce il futuro delle persone, non quello in cui lo si perde. Eppure, nel 2026, siamo ancora qui a contare i morti, e davvero non ne possiamo più”.








