Sono in pieno svolgimento in questi giorni, in tutte le regioni, le operazioni di assunzione in ruolo dei docenti dalle graduatorie dei tanti concorsi che si sono svolti in questi ultimi sei anni. Sapremo gli esiti definitivi fra qualche giorno, ma è certo che degli oltre 44.000 posti a disposizione, non tutti saranno coperti, a causa dell’esaurimento delle corrispondenti graduatorie. Solo sui posti di sostegno, anche quest’anno, si potrà assumere dalle GPS con contratti a tempo determinato finalizzati al ruolo, consentendo di assumere, a prescindere dai concorsi, molti precari che, nell’anno successivo, potranno vedere stabilizzato con un contratto a tempo indeterminato il proprio rapporto di lavoro.
«Si tratta – afferma la segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci – di una modalità di reclutamento in linea con quanto la CISL Scuola rivendica da tempo, a partire da quando, con la Legge 107 del 2015, si fecero assunzioni esclusivamente dalle GAE, dalle quali tuttavia rimaneva fuori chi, pur avendo maturato tre anni di servizio, non aveva mai avuto l’opportunità di inserirsi in quelle graduatorie, il cui accesso era stato chiuso nel 2008».
«Dal 2020 – sottolinea Ivana Barbacci – sono state istituite le GPS e avviati diversi cicli di abilitazione; sono tantissimi i precari che hanno le carte in regola non solo per svolgere supplenze, ma anche per accedere al ruolo. Non c’è alcuna ragione per non riconoscere il valore della professionalità acquisita in anni e anni di lavoro precario, con un’esperienza sul campo grazie alla quale, non dimentichiamolo, il sistema scolastico è messo in grado di funzionare».
«Anche grazie alle sollecitazioni della CISL Scuola, dal 2023 con opportuni interventi di legge di legge si sono date opportunità di accesso al ruolo agli idonei dei concorsi 2020 e per tanti idonei dei concorsi PNRR c’è oggi la possibilità di essere assunti attraverso gli Elenchi Regionali, altra soluzione introdotta di recente e fortemente caldeggiata dalla nostra organizzazione».
«Sulle legittime aspettative del personale precario sono stati fatti importanti passi avanti – sostiene Ivana Barbacci – ma serve intervenire in modo strutturale sul sistema di reclutamento, nell’ottica di un sistema a doppio canale che la CISL Scuola ha più volte indicato come soluzione equa e funzionale, rispondente alle attese di chi accumula anni di lavoro precario, ma anche di una stabilità del lavoro che favorirebbe l’effoicacia e la qualità del sistema scolastico. Proprio l’esperienza fatta sul sostegno ci indica la possibile soluzione: estendere quella modalità di reclutamento anche alle assunzioni sui posti comuni e ai precari abilitati presenti nelle GPS. Avremmo cosi un sistema misto, dando opportunità a chi affronta e supera un concorso, ma valorizzando anche la professionalità acquisita in anni di lavoro precario, consentendo a migliaia di studenti di avere in cattedra un docente abilitato».
«Si sta discutendo al Senato un disegno di legge, presentato nel febbraio 2023 dalla senatrice Bucalo, che va sostanzialmente in questa direzione. Io credo – conclude la segretaria generale CISL Scuola – che con i necessari adeguamenti a quanto prevedono i più recenti interventi normativi in materia di reclutamento, in particolare prevedendo un’equa ripartizione di quote fra Elenchi Regionali e GPS, si possa fare un passo importante verso il modello del doppio canale che rimane per la CISL Scuola la soluzione più opportuna e funzionale. Se poi ci si prendesse una ragionevole pausa prima di bandire nuovi concorsi, si potrebbe dare risposta alle attese di tanti con la prospettiva di avviare senza ulteriori tensioni un sistema di reclutamento equo, equilibrato e stabile».






