«La legge non è mai una cosa sola, ed è solo una delle fonti che regolano la convivenza, accanto ai regolamenti, ai contratti, agli accordi collettivi. E se la legge non è una cosa sola, non lo è nemmeno la legalità: accanto alla dimensione giuridica ce n’è una sociologica, poi una economica e una culturale. Il sindacato nasce dentro l’intersezione di queste dimensioni, per colmare un vuoto che il mercato, lasciato a sé stesso, produce sempre: l’assenza di regole condivise, una logica che non conosce il bene delle persone, ma solo il costo e il margine».
Lo ha sottolineato oggi a Firenze la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo a Fiesole all’Evento Giovani 2026, in corso al Centro Studi Nazionale CISL. Al centro della tre giorni fiesolana, realizzata in collaborazione con il Progetto Policoro, i temi della legalità, della partecipazione e della bilateralità.
Nel dibattito di questo pomeriggio, insieme alla leader della CISL, sono intervenuti con le loro testimonianze maturate sul campo Don Luigi Merola e l’ex pm antimafia Michele Prestipino.
Un confronto animato dalle domande degli oltre 60 giovani corsisti e dalle considerazioni suscitate dalla performance teatrale che ha preceduto il dibattito: un’originale rivisitazione del mito di Antigone, con la regia di Bruno Macaro e l’interpretazione di Margherita Frisone.
Nel corso del suo intervento, Fumarola ha richiamato il lavoro svolto negli anni dalla CISL per trasformare i principi della legalità in strumenti concreti di prevenzione e tutela. «La CISL costruisce da anni protocolli di legalità con prefetture, enti locali e stazioni appaltanti: clausole sociali vincolanti, tracciabilità dei subappalti, congruità della manodopera, responsabilità solidale lungo tutta la catena. Dalla nostra esperienza e dalla bilateralità edile è nato il DURC, che oggi diamo per scontato. Non sono tecnicismi: sono lo strumento con cui un principio diventa garanzia prima che il danno accada, non dopo», ha sottolineato.
La Segretaria Generale ha quindi posto l’accento sulla funzione preventiva anche di un’altro strumento fortemente sostenuto e conquistato dalla Confederazione di via Po attraverso la legge 76/2025.
Per Fumarola, la partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa, può infatti rappresentare una vera e propria forma di presidio democratico e di prevenzione delle infiltrazioni criminali.
«Un lavoratore che siede negli organi di governo dell’impresa, che ha accesso alle informazioni, che discute investimenti e appalti, è la prima sentinella contro l’infiltrazione criminale. Le mafie hanno bisogno di opacità: fatture che non tornano, subappalti che compaiono dal nulla, assunzioni decise altrove. Cose che un bilancio può nascondere e che chi sta in reparto, invece, vede».
Infine, un messaggio diretto ai giovani impegnati nel sindacato, ai quali Fumarola ha affidato il compito di essere protagonisti di una nuova cultura della legalità.
«La legalità non si insegna soltanto con le leggi e le sanzioni, anche se servono. Si insegna prima di tutto con l’esempio. È quell’ “esserci per cambiare” che noi abbiamo mutuato da una grandissima donna, Tina Anselmi. Ognuno di noi, ha una grandissima responsabilità. O la mettiamo in campo oggi, o avremo perso un’occasione e, soprattutto, non avremo svolto quel ruolo che tutti noi, liberamente, abbiamo scelto di esercitare. Ogni volta che non chiudiamo un occhio, che difendiamo un collega più esposto di noi, che rifiutiamo di considerare normale un abuso solo perché si è sempre fatto così, stiamo insegnando qualcosa a chi verrà dopo di noi», ha concluso la leader CISL.









