Una decisione drastica, trasmessa ai Prefetti ed ai vertici aziendali, che fotografa situazioni ormai insostenibili, tra carenze d’organico croniche, proroghe contrattuali giunte in extremis e diktat burocratici calati dall’alto.
Entrambe le vertenze si fondono in un unico, forte grido d’allarme contro la totale assenza di una visione programmatica seria e strutturata da parte delle governance sia aziendali che regionale.
Emblematiche, al riguardo, le vicende dei contratti a tempo determinato in scadenza, tamponati solo all’ultimo minuto con proroghe risicate e provvisorie; ritardi figli del muro di gomma e del silenzio assordante degli uffici regionali.
E così, mentre gli ospedali e le altre strutture annaspano, scopriamo che la grande preoccupazione dei burocrati pugliesi non è la salute dei cittadini o la dignità di chi li cura, bensì il blocco di ogni minima progressione di carriera.
Il Dipartimento regionale impone blocchi e vincoli inaccettabili, dal momento che molti istituti contrattuali non gravano per un solo centesimo sul bilancio pubblico, essendo finanziati dai fondi del Comparto, ovvero da risorse che appartengono ai lavoratori stessi.
Siamo di fronte a una logica persecutoria: non solo questi professionisti vengono messi letteralmente alla frusta turno dopo turno, spremuti in corsia per compensare le carenze d’organico, ma si tenta persino di affamarli, negando loro legittimi riconoscimenti professionali ed economici che, come detto, non gravano di un solo centesimo sulle casse pubbliche regionali.
A rischio c’è la tenuta stessa dei servizi territoriali e ospedalieri.
Resta, infatti, drammaticamente sospesa la sorte del personale precario, come quello della RSA di Ostuni, con i suoi 60 posti letto a rischio chiusura e oltre trenta dipendenti col fiato sospeso, così come le pesanti ripercussioni sulla rete dell’emergenza-urgenza e sui reparti, dove i carichi di lavoro sono ormai fuori controllo.
Come Cisl Fp respingiamo con fermezza qualsiasi strumentalizzazione o lettura politica distorta, incluse le recenti, sconcertanti dichiarazioni pubbliche in merito a un presunto eccesso di posti messi a bando nei concorsi per Infermieri e OSS.
E’ un insulto alla realtà operativa quotidiana se si continuano a calcolare le dotazioni organiche su parametri di pura cassa, mentre le corsie degli ospedali rimangono pericolosamente sguarnite, quando, invece, si dovrebbe procedere all’effettiva attuazione di quanto previsto dal DM 77/2022 e dal PNRR in materia di istituzione delle Case e degli Ospedali di Comunità.
E non tollereremo in alcun modo che il risanamento dei bilanci regionali venga perseguito calpestando la dignità e la professionalità del personale, né che miopie imposizioni arbitrarie continuino a imperversare sulla pelle dei lavoratori.
La misura è colma !
Guardando, peraltro, all’orizzonte della programmazione, in vista dell’apertura del nuovo ospedale San Cataldo a Taranto, prevista nel primo trimestre del 2028, e del fabbisogno indicato in circa 1.200 nuove assunzioni, resta del tutto incomprensibile da dove escano tali presunte necessità e su quali calcoli siano effettivamente basate.
La politica continua a lanciare cifre e annunci estemporanei senza che vi sia alcuna chiarezza metodologica o riscontro concreto sui reali fabbisogni assistenziali.
Proprio in questo scenario di totale opacità si inserisce un altro passaggio cruciale: la politica ha stabilito che entro il prossimo 15 settembre i nuovi Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale (PTFP) dovranno essere presentati in Regione.
Sul punto, denunciamo che ad oggi non c’è stata alcuna informativa preventiva ai sindacati e, al contempo, ribadiamo con determinazione non solo che c’è assoluto bisogno di aprire un confronto approfondito sui PTFP ma anche che non accetteremo in alcun modo un copione analogo a quello visto per i PTFP 2024-2026, calati dall’alto senza alcuna reale condivisione con le parti sociali.
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Con la richiesta formale di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione presso le Prefetture di Brindisi e di Taranto, lanciamo un aut aut definitivo: se non ci sarà un radicale cambio di passo, un’inversione di rotta e un reale coinvolgimento sindacale rispetto a queste scellerate disposizioni, la Cisl Fp scenderà in campo con azioni di lotta ancora più incisive.








