Nel pomeriggio di ieri, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è svolto l’incontro sulla vertenza del Gruppo Saxa, dopo l’avvio della liquidazione giudiziale disposta dal Tribunale di Roma. Durante la riunione i curatori hanno aggiornato tutti gli attori del tavolo sulle attività svolte dal momento della nomina, avvenuta alla fine del mese di luglio, sottolineando che si sono adoperati per tutelare il patrimonio industriale e occupazionale dell’intero gruppo, andando ad intervenire anche sul versante della vigilanza, onde evitare eventi dannosi per i beni complessivi. I commissari hanno inoltre aggiunto che prenderanno atto di manifestazioni di interesse non vincolanti in grado di garantire la massima salvaguardia ed hanno informato che sono state già disposte perizie sul valore degli asset aziendali che verranno depositate al Tribunale di Roma per la predisposizione dei bandi volti alla raccolta di offerte di acquisto.
Durante l’incontro è stato specificato che sono in corso interlocuzioni con le amministrazioni competenti per il rinnovo degli ammortizzatori sociali per tutte le lavoratrici ed i lavoratori interessati.
Il MIMIT ha ribadito l’impegno a favorire una prospettiva industriale per tutto il Gruppo Saxa, mettendo a disposizione tutti gli strumenti utili a sostenere manifestazioni di interesse capaci di garantire la salvaguardia occupazionale e la tutela del know how aziendale, garantendo la continuità produttiva ed ha fissato una nuova data per il tavolo vertenziale: il prossimo 25 novembre.
“Abbiamo ribadito la nostra ferma convinzione sulla possibilità di un rilancio industriale complessivo per gli stabilimenti di Roccasecca (FR) e Guardo Tadino (PG) che garantisca un futuro occupazionale” hanno dichiarato Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil. “Durante tutta la vertenza, nonostante le continue difficoltà che il settore ceramico sta incontrando e la mala gestione imprenditoriale, l’unica cosa a non essere mai stata messa in discussione da tutti i soggetti che si sono avvicendati sul tavolo di confronto è sempre stata la validità del progetto industriale e per questo ci continueremo a battere, affinché gli stabilimenti possano ripartire con produzione ad alto valore aggiunto” hanno concluso le organizzazioni sindacali di categoria






