«Di fronte a chi ha esaltato l’intelligenza artificiale e chi l’ha demonizzata, noi della Cisl siamo entrati nel merito con un atteggiamento misurato: il principio su cui deve basarsi il suo utilizzo è quello umanocentrico, per ritornare alla centralità della persona che è elemento fondamentale del nostro essere Cisl. La partecipazione, insieme alla contrattazione, può aiutarci a governare questi processi nelle imprese: serve tantissima formazione per rendere lavoratori e lavoratrici consapevoli delle sue potenzialità, per affrontarla come un’opportunità e non come una minaccia».
Lo ha detto oggi a Siviglia la leader Cisl, Daniela Fumarola, alla tavola rotonda “Beyond borders: Mediterranean trade union confederations together to improve workers’ conditions, collective bargaining and fair wages as a driving force for the future of work”. Un confronto che ha visto protagonisti, oltre alla numero uno di via Po, i leader dei sindacati spagnoli UGT e USO e della confederazione turca Türk-İş, nell’ambito della VI Conferenza Permanente dei Sindacati Metalmeccanici dell’Europa Mediterranea.
Fumarola è intervenuta su vari temi tra cui quello dell’immigrazione, che «non può essere affrontato né dal punto di vista ideologico né tanto meno a fini elettorali. Quello che noi chiediamo è che ci sia una capacità di darsi una politica migratoria comune europea. L’Europa deve svolgere necessariamente un ruolo importante. Quello che a Ceuta non è accaduto. È mancata la volontà di agire insieme. I sindacati dovrebbero invece spingere proprio su questa leva. Spingere perché l’Europa metta a disposizione risorse, interventi, normative che tengano insieme le esigenze di tutti i Paesi. Parliamo di persone e parliamo di un capitale umano straordinario e fondamentale per la crescita delle nostre comunità. Quanto all’Italia, dobbiamo agire avendo a cuore la centralità della persona, evitando di consegnare a forze di estrema destra questioni che non possono essere affrontate con la propaganda e la paura.».
Sul tema dei salari e della contrattazione, la leader Cisl ha spiegato: «Noi abbiamo sempre detto, come CISL, che non siamo contro il salario minimo in generale, siamo contrari al salario minimo legale, che può dipendere dai governi di turno. Nel nostro Paese la contrattazione collettiva arriva a coprire quasi il 90% dei lavoratori, per cui pensiamo che la via contrattuale sia quella più efficace per assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori un salario dignitoso e adeguato al lavoro che svolgono», ha aggiunto Fumarola.















