Approvata la piattaforma unitaria per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali del Terziario, Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa, tutti in scadenza il 31 marzo 2027, applicati complessivamente a circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori, la più vasta platea di addetti del settore privato in Italia. Ad esprimere parere favorevole sono stati i circa 1.500 delegati e delegate di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, riuniti all’Auditorium della Conciliazione di Roma per l’Assemblea nazionale unitaria che ha concluso la fase di consultazione nei luoghi di lavoro.
La proposta rivendicativa – costruita partendo dai luoghi di lavoro e dai problemi che ogni giorno vivono milioni di persone – è stata discussa, integrata e votata dalle lavoratrici e dai lavoratori durante le oltre 4.000 assemblee che si sono svolte sul territorio. Un percorso di partecipazione che consegna ora alle tre organizzazioni sindacali di categoria il mandato per l’avvio della nuova stagione negoziale.
La piattaforma sarà trasmessa entro il 30 settembre alle associazioni datoriali di settore Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e alle associazioni cooperative Ancc-Coop, Confcooperative Consumo e Utenza e Agci. La scelta è quella di avviare tempestivamente il confronto e creare le condizioni per arrivare ai rinnovi entro marzo 2027.
La piattaforma mette al centro il salario, il valore del lavoro, il contrasto alla precarietà e il rafforzamento delle tutele.
I principali dettagli
Il tema principale è il salario, che si traduce in una richiesta di aumento di 220 euro mensili a regime, per il recupero e l’incremento del potere d’acquisto.
Alla luce dell’allungamento della vita lavorativa e della crescente permanenza al lavoro, si rivendica un aumento del numero degli scatti di anzianità e un significativo adeguamento dei relativi importi, quale riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate.
La piattaforma prevede poi l’aumento della maggiorazione per il lavoro domenicale, festivo e notturno, un limite massimo alle domeniche lavorate, il rispetto del principio della volontarietà con maggiori tutele per chi ha carichi di cura.
Per affrontare il tema del part-time involontario, si chiede l’aumento dell’orario minimo, regole più stringenti sulle clausole elastiche, il diritto al ripensamento, la priorità verso il full-time e il consolidamento delle ore supplementari svolte stabilmente.
In tema di flessibilità, si richiede la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato e in somministrazione, mentre si propone la revisione dei sistemi di classificazione e degli inquadramenti professionali, a fronte dei cambiamenti organizzativi e dell’innovazione tecnologica.
E in tema di innovazione, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rivendicano il ruolo della contrattazione per fare in modo che digitalizzazione e intelligenza artificiale non penalizzino l’occupazione ma si traducano in miglioramento della qualità del lavoro.
Tra le priorità anche il potenziamento del welfare contrattuale, dell’assistenza sanitaria integrativa e della previdenza complementare, il rafforzamento delle relazioni sindacali e dei diritti di informazione e partecipazione, nuove tutele in materia di salute e sicurezza e misure per una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
La piattaforma punta, inoltre, a contrastare discriminazioni e molestie nei luoghi di lavoro e ad ampliare le tutele per la genitorialità e per chi opera negli appalti e nel franchising. Centrale anche il ruolo della contrattazione di secondo livello, indicata come strumento per redistribuire la produttività, valorizzare il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori e migliorare concretamente le condizioni e l’organizzazione del lavoro.
I sindacati: “Servono risposte concrete contro il lavoro povero”
“Con l’approvazione della piattaforma si conclude un percorso di partecipazione ampio e capillare e si apre una nuova fase: quella del confronto con le associazioni datoriali. Il mandato che arriva dalle assemblee nei luoghi di lavoro e dagli oltre 1.500 delegati riuniti oggi a Roma è chiaro: il rinnovo dei contratti dovrà rafforzare i salari, tutelare il potere d’acquisto e dare risposte concrete alla precarietà, al lavoro povero e alla crescente frammentazione che attraversa il settore”, dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
“Vogliamo affrontare per tempo il negoziato – concludono le tre sigle – con l’obiettivo di rinnovare i contratti entro la scadenza e non subire i ritardi delle precedenti tornate. Il contratto nazionale deve continuare a rappresentare il principale presidio di tutela e contrasto alle disuguaglianze per milioni di lavoratrici e lavoratori e lo strumento attraverso il quale tradurre l’innovazione con occupazione di qualità e lavoro dignitoso”.
Apple Retail Italia. Domani sciopero nazionale: presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Roma
“Domani, venerdì 18 settembre, saremo in piazza Capranica a partire dalle ore 13.00 per dare voce alle lavoratrici e ai...






