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Pensionati. Non autosufficienza, Fnp: «Il Piano è un passo importante, ora garantire servizi e continuità alle famiglie»

29 Settembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Pensionati. Non autosufficienza, Fnp: «Il Piano è un passo importante, ora garantire servizi e continuità alle famiglie»

29 Settembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Rafforzare la domiciliarità, rendere concretamente esigibili i LEPS, garantire personale stabile nei Punti Unici di Accesso e prorogare e ampliare la Prestazione Universale. Sono le principali richieste avanzate oggi dalla FNP CISL nel confronto con la Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci sul Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027.

La FNP CISL valuta positivamente il Piano, sul quale il 10 settembre è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata: per la prima volta l’Italia si dota di una programmazione nazionale specificamente dedicata agli anziani fragili e non autosufficienti. Positivi anche i nuovi criteri di riparto delle risorse, la centralità dei Punti Unici di Accesso e della valutazione multidimensionale e i 50 milioni di euro annui destinati al personale dei PUA.

“Adesso questo passo avanti deve tradursi in risposte concrete per le persone e le famiglie», dichiara Anna Maria Foresi, Segretaria Nazionale FNP CISL. “La priorità è la Prestazione Universale: la sperimentazione scade il 31 dicembre e non possiamo lasciare nell’incertezza chi ha organizzato la propria assistenza anche attorno a questo sostegno”.

Sul tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, Foresi mette in evidenza i drammatici divari del sistema attuale: “i LEPS restano definiti nel ‘come’ ma non nel ‘quanto’. Oggi un anziano non autosufficiente riceve in Italia in media appena 16 ore annue di assistenza domiciliare, contro le 150 della Danimarca, e nelle liste d’attesa per l’ingresso in struttura si contano oltre 270 mila persone in tutto il Paese — con punte, come ci segnalano i nostri territori, di 2 mila persone in attesa. Sono numeri che dicono che i LEPS quantificati non sono un tecnicismo, ma la differenza tra un diritto esigibile e una buona intenzione”.Tra le altre proposte per garantire l’effettiva esigibilità dei diritti: vincolare le risorse del Fondo ai servizi, non solo ai trasferimenti monetari (a costo zero); destinare una quota minima delle risorse del Fondo ai servizi domiciliari e di sollievo; quantificare i LEPS affinché corrispondano a prestazioni realmente esigibili in tutto il Paese; assicurare regole uniformi e finanziamenti pluriennali per il personale dei PUA; semplificare e coordinare i percorsi di valutazione, evitando ulteriori carichi burocratici sulle famiglie.

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