Presentata oggi la ricerca “Roma, mille identità, un’unica città”, realizzata attraverso questionari e interviste nei presidi CISL di Centocelle, Torre Angela, Trullo, Corviale, Ottavia e Santa Maria della Pietà
È il quartiere il perno della vita quotidiana per il 48,6% dei romani intervistati ma la vita in città sta diventando sempre più costosa e difficile. È più costosa per il 67,2% degli intervistati e più stressante, rispetto a 10 anni fa, per il 52,4%. A tal punto che solo il 14,6% ammette di avere tempo per sé con regolarità, mentre il 34,4% lo ha raramente e il 16,8% quasi mai. La conciliatione tra vita e lavoro, quindi, continua a poggiarsi sulle reti familiari: il 23,2% indica nonni e parenti come principale sostegno, contro il 15,4% dei servizi educativi formali. D’altronde spostarsi dentro Roma si conferma sempre complicato. Il 38,8% dei romani intervistati impiega tra 30 e 60 minuti per raggiungere il lavoro, e il 16,2% supera l’ora. Tra le principali criticità si confermano quindi i trasporti pubblici insufficienti (45,4%) e il traffico e i tempi di spostamento (40,4%), prima ancora di degrado urbano (34,4%), sicurezza (29,6%) e costo dell’abitare (26%).
Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla ricerca “Roma, mille identità, un’unica città – Osservare Roma attraverso i presidi territoriali CISL”, presentata oggi a Roma e realizzata attraverso questionari e interviste che hanno coinvolto cittadine e cittadini nei presidi CISL di Centocelle, Torre Angela, Trullo, Corviale, Ottavia e Santa Maria della Pietà.
Presidi territoriali CISL che si confermano una importante infrastruttura sociale di prossimità. Se si ha un problema amministrativo, infatti, il 39,6% degli intervistati si rivolge alla Cisl o ad altri centri di assistenza (32,2%), molto prima della rete amicale (17,8%), del Municipio (12,2%) e del Comune (10,8%).
Nel confronto tra i problemi dei territori emerge con forza che a Roma le fragilità storiche della Capitale si confermano anche se con percentuali diverse. A Torre Angela prevale il problema dei trasporti pubblici insufficienti (54,5%) a seguire sicurezza (42,5%) e degrado urbano (39,6); al Trullo spicca il problema del costo della casa (47,3%). A Centocelle i trasporti pubblici insufficienti e degrado urbano, entrambi per il 39,3% degli intervistati. Ottavia e Santa Maria della Pietà lamentano il traffico e i tempi di spostamento come il problema più sentito (65%), più che a Corviale dove la stessa problematica coinvolge il 48,4% dei residenti intervistati.
In tutte le zone, invece, il cambiamento più percepito negli ultimi anni è che la vita a Roma è diventata più costosa, con punte massime a Corviale (83,9%) e Ottavia/Santa Maria della Pietà (72,5%); segue quasi ovunque la sensazione di una vita più stressante, particolarmente marcata a Corviale (74,2%) e Trullo (73%). A Torre Angela emerge in modo distinto la difficoltà negli spostamenti (49,3%, il valore più alto tra le zone), mentre il senso di maggiore frammentazione tra centro e periferie è più avvertito a Torre Angela e Centocelle (28,4% e 21,5%). Praticamente nessuno percepisce che la vita sia “più vivibile” o ci sia “più attenzione ai bisogni delle persone fragili”, valori quasi ovunque sotto il 5%.
La ricerca della Cisl, curata dal sociologo Giovanni Colussi, è stata il punto di partenza del confronto che si è svolto nell’evento al Teatro di Roma, aperto dalla relazione della segretaria generale della Cisl capitolina, Rosita Pelecca, che ha sottolineato quanto sia importante una lettura che riporta “una Roma che non può essere letta come uniforme e dove non si può parlare genericamente di periferie. Ogni territorio ha una propria identità, una propria domanda e una propria idea di futuro. Un futuro che, per quanto ci riguarda, intendiamo accompagnare e guidare con una visione e una strategia di lungo periodo che, come Cisl, ci vedrà impegnati, in prima battuta, in un lavoro interno di confronto, per arrivare a proporre, in vista anche delle prossime elezioni comunali, un’Agenda Cisl 2036. Sarà la nostra bussola anche in vista di un auspicabile Patto sociale per Roma, come progetto largo e condiviso per una crescita coesa e di lungo respiro, stretto con le forze attive della nostra città, sociali, politiche, culturali e intellettuali”.
Intenso il dibattito animato nella tavola rotonda dal giornalista del Messaggero Fabio Rossi, che ha visto la partecipazione di ospiti di primissimo piano come Massimiliano Valerii, direttore Censis e il sacerdote Don Antonio Coluccia, Marco Perissa, deputato e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale, Francesca Leoncini, consigliera Assemblea Capitolina, Andrea Catarci, responsabile Partecipazione e Quartieri di Roma Capitale, Giancarlo Penza della Comunità di Sant’Egidio ed Enrico Coppotelli, segretario generale CISL Lazio.
Nelle sue conclusioni. la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha confermato che “Roma è il Paese concentrato in una sola città e le potenzialità e le fragilità dell’Italia qui si vedono prima, e più forte, che altrove. Le identità restano di quartiere, ma i problemi, dalla mobilità alla casa ai tempi di vita, riguardano l’intera città. Il Patto per Roma è un metodo che la CISL di Roma Rieti propone alle istituzioni, perché bisogna mantenere il livello dei servizi uguale in tutto il territorio di Roma, della provincia di Roma e di Rieti. Guai a immaginare che ai Parioli ci siano dei servizi efficienti e appropriati, mentre in quartieri come San Basilio e tanti altri di Roma, i servizi non rispondono alle attese dei cittadini e delle cittadine. Attraverso il confronto, invece, si possono individuare le criticità e trovare le soluzioni insieme: auspichiamo che questo studio curato dalla CISL di Roma e Rieti possa fare da apripista proprio per un confronto serrato su questi temi”.
La ricerca della Cisl “Roma, mille identità, un’unica città” ha quindi restituito sei anime della capitale per un’unica esigenza di fondo: fare del territorio non soltanto il luogo in cui si vive, ma il luogo nel quale diritti, servizi, relazioni e opportunità siano concretamente accessibili. Perché le comunità danno significato ai luoghi e la qualità della città si misura, prima di tutto, nella qualità della vita quotidiana delle persone. Lo comunica, in una nota, la CISL Roma Capitale Rieti.









